Friday, 15 December 2017 - 23:32

Identificati i ladri di pelliccia della boutique di Cortina nel 2015. I tre sono già incarcerati in Francia per altri furti. Dovranno essere processati in Italia

Ott 23rd, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Volante della polizia a Cortina d’Ampezzo

La polizia identifica i responsabili del furto di una pelliccia nella boutique di Cortina avvenuto nel febbraio 2015. Si tratta di un uomo e due donne già incarcerate in Francia perché responsabili di furti in vari negozi. Ora dovranno essere processati anche in Italia.

I fatti

Il 9 febbraio del 2015, la direttrice di una prestigiosa boutique di Cortina, denunciava al locale Commissariato il furto di una pelliccia del valore di circa 13.000 euro, avvenuto nella serata del giorno precedente da parte di tre individui, un uomo e due donne molto distinte.
Attraverso la meticolosa visione delle immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza presente nel negozio, si accertava che il terzetto era composto da un uomo di circa 45 anni vestito con un cappotto scuro, e due donne di circa 30 anni indossanti entrambe pellicce e colbacchi. I tre avevano effettivamente perpetrato il furto, ponendo in essere una serie di azioni che ne denotava l’estrema professionalità, disinvoltura e abitudine nel commettere azioni delittuose dello stesso genere.
Infatti, muovendosi con estrema naturalezza, ognuno con il proprio ruolo, riuscivano ad appropriarsi della pelliccia; l’intera azione avveniva nel lasso di tempo di nove minuti esatti, in cui una delle due donne con estrema disinvoltura distraeva la responsabile del negozio facendola girare tra gli stand, mentre l’uomo, coperto dalla seconda donna, riusciva in 7/8 secondi a prendere il prezioso capo che era appeso sull’apposito espositore, per poi arrotolarlo e nasconderlo sotto il suo cappotto. Dopodiché, con grande naturalezza, tutti e tre continuavano a rimanere in negozio per un paio di minuti e successivamente uscivano salutando gentilmente il personale dipendente. Le immagini permettevano di vedere distintamente i tratti somatici dei rei che, a detta della denunciante, erano sicuramente stranieri.

Individuazione dell’auto 
Tenendo in considerazione l’orario in cui i tre erano usciti dal negozio e ipotizzano potessero aver parcheggiato un auto nel piazzale denominato Largo Poste (che si trova vicino al luogo del furto), si procedeva a visionare le telecamere di sorveglianza ivi posizionate.
Ciò permetteva di individuarle una monovolume nera Citroen Picasso C4 con i tre a bordo mentre si allontanavano, oltre a un quarto uomo non presente al momento del furto all’interno del negozio. Quest’ultimo, un uomo di circa 40/50 anni, capelli scuri, alto circa 1,75/1.80, era l’autista dell’auto.

Identificazione dell’autista e della targa dell’auto
Dalla visione dei fotogrammi, pur non riuscendo a leggere completamente la targa, si riusciva ad identificarne la provenienza, cioè la Slovenia, nonché la provincia, cioè Lubiana (LJ), le ultime lettere e un numero. Avendo il preciso modello dell’auto ( Citroen Picasso C4, modello costruito tra il 2010 e il 2013) , la nazionalità, la provincia e le ultime lettere della targa, si richiedeva alla Polizia Slovena di accertare quante auto di quel specifico modello, colore e targa parziale, fossero state immatricolate a Lubiana. L’accertamento permetteva di risalire alla targa completa nonché al fatto fosse intestata ad una ditta di noleggio di Lubiana che, a sua volta, l’aveva noleggiata ad un cittadino Francese di origine Serba, tale T.D. nato nel 1970 e residente a Parigi.

Attività di identificazione di tutti i componenti il gruppo criminale
Vista la “professionalità” con cui perpetravano il furto, appariva subito evidente fossero un gruppo di criminali seriali, motivo per il quale si dava inizio ad una ricerca volta ad identificare gli altri tre componenti il sodalizio.
Utilizzando il nominativo del succitato T.D. , onde verificare se avesse in precedenza dormito in qualche struttura ricettiva in Italia, si evinceva che questi aveva effettivamente alloggiato in tre alberghi unitamente a due donne ed un uomo; una delle donne risiedente in Italia.
Al fine di accertare che quest’ultimi tre personaggi fossero i responsabili del nostro furto, si procedeva a far visionare uno spezzone del filmato agli albergatori, ( dove si riconoscevano chiaramente i tratti somatici dei rei), cosa che dava esito positivo per due di loro, mentre negativa per colei che risultava risiedere in Italia; si aveva anche conferma che erano giunti presso i citati alberghi a bordo di una monovolume nera di marca Citroen (stesso modello di Cortina).
Siccome i rei non risultavano essere censiti in Italia e avere alcun precedente penale, urgeva rintracciare M.M, unica donna residente in Italia, cosa che avveniva a Brescia, ove quest’ultima forniva notizie importanti a riguardo degli autori del fatto, riferendo i loro nomi di battesimo e anche la notizia che tutti e tre, da qualche mese ( periodo successivo al nostro furto), erano in carcere in Francia in quanto arrestati per dei furti compiuti in vari negozi.
Conseguentemente si accertava in Francia che in data 19/05/2015, la Polizia del quel paese aveva arrestato quattro persone (due uomini e due donne) perfettamente coincidenti con quelle da noi ricercate, cioè: K. N. (l’uomo che materialmente ha sottratto la pelliccia, risultato avere 9 alias ed arrestato 9 volte in Italia per furto/rapina) , unitamente a due donne M. J., nata in Serbia nel 1985 e O. J., nata in Serbia nel 1981, erano stati arrestati in quanto fermati a bordo di un’autovettura ( Citroen C4 Picasso con targa Slovena) con all’interno: svariati capi di abbigliamento di grandi firme risultati rubati( per un valore di circa 20:000 euro); strumenti atti a commettere furti: disturbatori di frequenze, strumenti per staccare le placche antitaccheggio; materiale per camuffarsi: barba e baffi finti; una agenda con appunti manoscritti in lingua Serba riportante contabilità inerente commerci effettuati in Francia e in Italia.
Le indagini, articolate e dispendiose sotto il profilo dell’impegno profuso e del tempo necessario a esperire le procedure giuridiche internazionali, hanno portato indubbiamente ad identificare gli autori del furto, portando alla luce il loro spessore criminale e l’indole a commettere reati predatori. Ora sono tutti in attesa di essere processati in Italia.

Share

Scrivi un commento

You must be logged in to post a comment.