Tuesday, 21 November 2017 - 12:18

Referendum. Ecco perché non andare a votare ha maggiore efficacia che votare no

Ott 20th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Partiamo dalla dichiarazione di Cinzia Bonan, segretario generale Cisl Belluno Treviso che dice “L’election day del 22 ottobre nel breve periodo non cambierà le sorti del Veneto, né tantomeno quelle di Belluno, perché si tratta di un referendum consultivo, dunque giuridicamente non vincolante”. Affermazione inattaccabile e realista. Una eventuale vittoria del sì, infatti, si tradurrebbe politicamente in un rafforzamento personale del presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Ma attenzione, Zaia avrebbe potuto intraprendere già da tempo tutte quelle azioni previste dalla Costituzione per chiedere maggiori forme di autonomia. Quello che sta facendo oggi la Regione Emila Romagna che ha evitato di bruciare una ventina di milioni di euro trattando direttamente con lo Stato. Sappiamo anche che l’autonomia di cui parlano i sostenitori del sì referendario, non è paragonabile all’autonomia di Trento e Bolzano, che trattengono l’80% di residuo fiscale, che arriva al 90% sommata alla possibilità che hanno di accedere attraverso progetti locali a un altro 10% di risorse. E comunque, nessun governo centrale, nemmeno un teorico monocolore leghista, potrebbe mai concedere a Lombardia e Veneto (le due Regioni chiamate domenica al referendum) i privilegi di Trento e Bolzano, altrimenti il bilancio dello Stato finirebbe in default per le minori entrate provocate da siffatta concessione di autonomia fiscale. E, in ogni caso, una situazione simile non sarebbe compatibile con gli accordi dell’Euro e della Banca centrale europea.
Ciò nonostante, diciamo pure che la campagna per il sì di Zaia avrà certamente effetto nella provincia di Treviso dove tanto si è fatto, ad esempio, in termini di finanziamenti regionali per la produzione del prosecco. Non possiamo dire altrettanto nelle province di Padova, Vicenza e Verona, dove, ad esempio, la questione dell’inquinamento del terreno dai veleni Pfas è stata presa in considerazione dalla Regione con dei forti ritardi, eppure è in gioco la salute pubblica. Non abbiamo visto grandi sforzi della Regione Veneto neppure prima, durante e dopo lo scandalo delle banche. Stessa cosa dicasi per le centraline idroelettriche. Fenomenale il progetto di realizzarne una in prossimità del Ponte della Vittoria, nel più bel panorama della Valbelluna, con il rischio di mandare sott’acqua alla prima piena del Piave l’intero quartiere di Borgo Piave. Ecco, su queste questioni non si percepisce l’azione della sbandierata autonomia, dei “paroni a casa nostra”.
Per quanto riguarda il voto di domenica, ci corre l’obbligo di segnalare il trabocchetto teso dalla propaganda di chi sostiene che si debba assolutamente andare a votare perché solo così si esercita un diritto/dovere del buon cittadino. Balle! E’ evidente che la maggioranza delle persone che andranno alle urne saranno quelle per il sì, perché in buona fede hanno creduto alle promesse di un miglioramento generico della situazione. Tuttavia, per una questione squisitamente matematica, chi non è d’accordo su questi referendum, ed è per il no, ha più convenienza a non recarsi alle urne. Perché solo così farà venir meno il quorum ossia il 50% +1 di voti richiesti dalla legge perché il referendum del Veneto e di Belluno sia valido.

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