Wednesday, 13 December 2017 - 13:04

Noi ci asteniamo. Il Comitato referendario per l’astensione, cittadini 5 Stelle si dissocia

Ott 18th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

All’interno del Movimento 5 Stelle Veneto si fa avanti la posizione astensionista del “Comitato referendario per l’astensione cittadini 5S”, che il 22 ottobre non andrà a votare il referendum regionale per la cosiddetta autonomia del Veneto.
“E ormai evidente che lo stesso risultato del referendum consultivo si poteva raggiungere inviando una mail PEC al Governo centrale per istituire un tavolo, come ha fatto l’Emilia Romagna, quindi a costo zero.
Invece il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e quello della Lombardia Roberto Maroni hanno scelto di spendere circa 65 milioni di euro, cui 15,2 milioni per il solo Veneto, compresi i costi per pubblicizzare tale referendum. Noi avremmo investito questi soldi nella sanità o nel sociale, magari iniziando ad azzerare i super ticket per i disoccupati o i pensionati al minimo estendendo tale provvedimento ad altre fasce svantaggiate.
Del resto, è la Corte costituzionale con sentenza n. 118/2015 che definisce il referendum “gravemente elusivo della cautela ritenuta necessaria dalla giurisprudenza costituzionale” “in quanto la prospettazione all’elettorato di un imprecisato incremento dell’autonomia (…) evoca la prospettiva di riforme molto ampie, suscitando un’aspettativa che non tiene conto del vincolo costituzionale.” Mentre “Secondo la difesa regionale, la consultazione prevista nella legge in questione non sarebbe altro che “un sondaggio formalizzato”.

Crediamo che davanti a queste parole  – prosegue la nota del Comitato referendario per l’astensione cittadini 5S – ogni cittadino potrà capire se vale la pena andare a votare o astenersi come noi faremo.
Ricordo che anche l’astensione è una libera scelta del cittadino e non una vigliaccata come l’hanno definita alcuni consiglieri regionali del M5S, che appoggiano il sì senza avene condiviso la scelta con la base veneta. Chissà se astenendosi dalle votazioni delle leggi in Consiglio regionale si acquisisce tale magnifica definizione.
Siamo convinti che a partire dal 23 Ottobre ben poco cambierà in termini di autonomia, tema che a nostro avviso va discusso presso la Conferenza Stato Regioni condividendo una linea comune per tutte le Regioni di italiane.
Di sicuro – conclude la nota –  non cambierà nulla in merito al residuo fiscale, ovvero i soldi in più Zaia e Maroni vorrebbero dal Governo in quanto costituzionalmente tale materia e di competenza dello Stato centrale”.

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One comment
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  1. hanno ragione, altro che autonomia!
    Bisogna mantenere la Calabria.

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