Friday, 15 December 2017 - 08:24

Pedavena – Croce d’Aune: la decima di Simone Faggioli

Ott 8th, 2017 | By | Category: Eventi, sport, tempo libero

Faggioli

Con quella nell’edizione 2017, tante sono le affermazioni di Faggioli a Pedavena. Il pilota toscano ha scritto il proprio nome per la decima volta nell’albo d’oro. Per lui è un numero che si ripete, dopo le dieci volte del titolo europeo. Secondo è arrivato Christian Merli, che dopo gara 1 era davanti seppur di 16 centesimi. Terzo gradino per Diego Degasperi
D’accordo che le corse finiscono sotto la bandiera a scacchi, ma a volte conta molto come cominciano. A Pedavena ha vinto Simone Faggioli con una gara 2 sicuramente priva di sbavature, dopo che in gara 1 il cronometro aveva detto Christian Merli con 3’21”19, contro i 3’21”35 di Simone Faggioli. Il record di Faggioli del 2015 (3’22”92) era già cosa archiviata. Abbiamo detto che le corse sono importanti anche per come iniziano: quella di Merli (gara 2) non partiva mai perché c’era da recuperare una macchina incastrata sotto il rail e da far ripartire i concorrenti ai quali era stata esposta bandiera rossa. Merli era là, ad attendere lo start, consapevole che il rivale Faggioli aveva fermato il cronometro a 3’19”52 e quindi l’impresa non sarebbe stata facile.

All’arrivo Merli ha scherzosamente dichiarato: «Credevo fosse venuta giù la montagna o che fosse caduto un meteorite…». Effettivamente, lo ha ammesso anche il driver trentino, il lavoro di recupero era complesso e così l’attesa è stata lunga, la luce calava, l’asfalto si rinfrescava e il grip era quel che era. Così, senza nulla togliere a Faggioli, Merli ha pertanto gareggiato in condizioni diverse e certamente meno ideali. Sarebbe stato difficile comunque battere Faggioli, il quale ha confessato: «In gara 1 sono andato forte ma ho fatto casino e non sono stato preciso, e per vincere bisogna andare forte ma essere precisi. Quanto alle gomme, direi che con queste Pirelli supersoft siamo molto progrediti perché abbiamo ottenuto ciò che volevamo in termini di raggiungimento della temperatura fin dai primi metri di gara».

Se Faggioli sorride, in tema di gomme gli fa eco Merli, il quale aveva detto fin dalla vigilia che a Pedavena correva per provare la nuova carcassa sulle Avon. Soddisfatto dei riscontri, il trentino ha gareggiato con una gomma da gara corta, e ha quindi terminato gara 2 con una durata al limite. Insomma, Pedavena è stata teatro di una bella sfida: di uomini e di gomme. Peccato solo l’imprevisto che non ha fatto gareggiare Merli e Faggioli nelle stesse condizioni ambientali. Sul terzo gradino del podio ha finito Diego Degasperi, che il traguardo lo ha passato per inerzia con un semiasse rotto. Molto belli alcuni tra i duelli più attesi: ad esempio, il pesarese Marco Sbrollini, fresco vincitore del campionato tricolore con la Lancia Delta Evo, non è riuscito a onorare il titolo: la gara di E1 Italia oltre 3000 cc l’ha vinta il bresciano Mauro Soretti su una Subaru Impreza che lui stesso prepara e che è accreditata di una potenza di 550 cavalli. Perentorio successo di Ivano Cenedese in Gruppo A mentre tra le Ferrari 458 Evo del Gran Turismo Luca Gaetani ha ribaltato la classica di gara 1 andando a vincere su Roberto Ragazzi. Successo di Rudy Bicciato in Gruppo N, davanti a Lorenzo Mercati, anche se gara 2 l’ha vinta Migliuolo, fresco vincitore del titolo tricolore su Mitsubishi, fermato da un guasto in gara 1 e quindi non classificato. Il Cn lo ha vinto Achille Lombardi mentre a Luca Ligato, che ha corso e vinto in gara 1, bastava quel risultato per aggiudicarsi il titolo italiano, analogamente ad Angelo Loconte che a Pedavena si è laureato campione italiano tra le auto aspirate della Racing Start. Nella Racing Start Plus ha vinto Scappa davanti al trevigiano Romy dall’Antonia che ha interrotto il monopolio delle Mini con la sua Honda Civic Type R. Bella vittoria dell’avvocato padovano Stefano Artuso in Racing Start Turbo. Sono stati 180 i piloti classificati, dei 209 verificati, che hanno visto il traguardo. Tra le storiche successo di Uberto Bonucci su Osella davanti alla Porsche di Motti e alla Olmas di Andrea Bonucci, fratello di Uberto, riuscito a fare la gara dopo che nella notte è stato fatto arrivare da Siena il semiasse nuovo da sostituire a quello rotto in prova. Storie di passione.

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