Monday, 11 December 2017 - 14:59

Il Gruppo coltivare condividendo in trasferta a Roma “biodiversity food” e alla Fao. Una importante vetrina per mettere in mostra sia i prodotti tipici del nostro territorio che i progetti che qui vengono realizzati

Set 22nd, 2017 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Cereali antichi

“Il seme è un elemento essenziale per l’agricoltura”.. e il “seme antico, riproducibile e non manipolato in laboratori è essenziale per un agricoltura sana, sostenibile, biologica”. E’ molto importante che a sostenere ciò non siano solo una miriade di realtà di “salvatori di seme” sparse per mezzo mondo, ma anche realtà istituzionali quali la FAO, le Nazioni Unite e la Comunità europea.

A sancire questa nuova attenzione per il “seme antico” si stanno svolgendo a Roma due importanti convegni/confronti su queste tematiche. Uno si è svolto proprio ieri nell’ambito del progetto comunitario “biodiversity food”, l’altro si sta tenendo, sempre a Roma alla FAO.

Per noi, che da un decennio ci stiamo impegnando su queste tematiche è sicuramente significativo essere stati invitati a portare le nostre esperienze, conoscenze e i nostri progetti. Una delegazione di Coltivare Condividendo ha raggunto la capitale, per raccontare come, in questi anni, siamo riusciti a costruire attorno alla biodiversità una vera e propria comunità, dedita ai semi, al coltivare sostenibile e al mangiare sano.

Non è un emozione da poco raccontare la propria storia e visione dai scranni della FAO, ma è un qualcosa che da sicuramente tanta energia e forza sia per raccontare il percorso fin qui fatto, ma anche per condividere, confontarsi con altre realtà giunte lì da tanti Paesi eurpei e non solo.

Il progetto al quale teniamo di più è sicuramente quello che ha l’ambizione di costruire una filiera delle varietà antiche e riproducibili. Un progetto che vede una serie di attori che credono nel coltivare e mangiare sano. Noi, e altre realtà di “salvatori di sementi” ci occuperemo della recupero delle varietà locali, della sperimentazione in campo per verificarne la riproducibilità, la storia, l’ adattabilità al territorio. Se tali semi sono ritenuti idonei, proseguiremo con il loro miglioramento genetico in campo, grazie alla selezione partecipativa, al fine di affidare ai coltivatori un seme sano, vigoroso e produttivo. Una serie di buone pratiche agricole che ci vedranno collaborare con tecnici, esperti e genetisti, in primis Salvatore Ceccarelli ritenuto il miglior genetista “in campo” a livello mondiale

I semi così selezionalti verranno affidati a coltivatori che si impegnao a coltivarli senza usare la chimica di sintesi, in maniera biologica e favorendo la biodiversità e le consociazioni

I prodotti veranno poi afficati a cuochi (alcuni dei quali “stellati”) che oltre a proporli nei loro locali si impegano a sperimentare nuove proposte cullinarie per varietà dal sapore antico. Ovviamente la filiera è aperta a tutti coloro che condividono questa sensibilità, in ogni sua fase.

Attualmente in selezione e coltivazione abbiamo diverse centinaia di varietà dai classici fagioli bellunesi a mais, cereali, pomodori, orticole varie e anche fiori commestibili

Crediamo molto in questo progetto (che coinvolge alcune decine di selezionatori) e siamo certi che rappresenti una grande opportunità anche per il nostro territorio.Un puntare non sulla quantità ma sulla qualità, sulla diversificazione, all’insegna del coinvolgimento e della partecipazione.

Domenica 26 novembre torna “chiamata a raccolto”, un importante momento sia per vedere in mostra, ma anche per scambiare e assaporare l’enorme patrimonio di biodiversità coltivata bellunese e non

Gruppo coltivare condividendo

www.coltivarcondividendo.blogspot.com

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