Thursday, 14 December 2017 - 22:59

Prosegue la strategia degli accordi separati di Terna con i singoli Comuni. Comitati Valbelluna: “Si parla dell’interramento a 132 Kv ad Auronzo, ma nulla si dice sulla stazione di trasformazione e i tralicci armati a 380 Kv”

Set 20th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Festa grande in Cadore, per l’interramento della nuova linea a 132 kV fra Auronzo e Cortina. Ma non c’è alcuna notizia sulla stazione di trasformazione di cui leggiamo solo sulla stampa, e che vediamo sarà edificata a Cima Gogna su terreni di proprietà della Magnifica Comunità di Cadore. Leggiamo inoltre che il sindaco Pais Becher ha ottenuto lo spostamento del traliccio vicino alla casa di riposo. Presumiamo, pur senza aver visto i documenti perché non sono ancora stati pubblicati, che il nuovo traliccio sarà armato a 380 kV, perché questo intervento nell’Alto Bellunese è strettamente connesso con quello in Valbelluna: la linea è la medesima, la stessa linea che il Ministero dice a Terna di interrare, salvaguardando così il fiume Piave che sarebbe altrimenti compromesso dalle infrastrutture elettriche. E dove sarà spostato il traliccio ad Auronzo? Sul Piave.

E’ impossibile continuare a concertare in questo modo con Terna, che ogni sindaco guardi solo all’interesse del suo frammento di territorio. L’ente Provincia intervenga, subito, il neo eletto presidente Roberto Padrin convochi un tavolo provinciale, coinvolgendo anche la Regione, affinché Terna mostri finalmente il progetto che ha per il Bellunese, nella sua interezza. Basta con i tavoli riservati, ai quali partecipano solo pochi amministratori o l’associazione industriali, Tutti devono poter conoscere i progetti di Terna, affinché i sindaci di un Comune non si trovino costretti a subire scelte fatte da altri ma le cui ricadute avvengono anche oltre i confini comunali. Ricordiamo che Pieve e Domegge hanno votato una delibera per impedire il passaggio di nuove linee in aereo sui loro territori, ma è ovvio che se sarà costruita una stazione di trasformazione (anche quella di Polpet serve per magliare 132 e 220, per fare un esempio) a Cima Gogna, anche Pieve e Domegge saranno coinvolti e condizionati.
Noi tutti vogliamo evitare i black-out, ma non al prezzo pagato fino ad oggi. E se qualcuno ha dei dubbi, provi a vedere come è stata fatta la razionalizzazione in Agordino: cambiati i tralicci, messi ancora nei giardini delle case, vicino ai parchi gioco. Basta! Questi metodi sono stati bocciati dal Ministero, dalla Regione, e da chiunque abbia un minimo di buonsenso.

Va anche ricordato che le stazioni di trasformazione non sono soggette a valutazione di impatto ambientale,quindi una volta ceduti i terreni a Terna non ci potrà essere un adeguato controllo sulla progettazione.
Auspichiamo che la concertazione con i cittadini, ben fatta nel caso della realizzazione della nuova linea 132 kV, venga fatta anche per l’intervento che consentirà la magliatura della 132 con la 220 in Cadore, e prima che vengano prese decisioni definitive. Basta con lo sfruttamento idroelettrico del Bellunese a costo zero e a scapito della fragilità del territorio.I tralicci, per quanto grossi, quando cadono fanno solo più rumore, ma i blackout sono i medesimi.

Comitati Valbelluna

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