Wednesday, 13 December 2017 - 13:18

Referendum. Paolo Benvegnù: “ll plebiscito di Zaia è un referendum farlocco con i nostri soldi”

Set 19th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Paolo Benvegnù

Il referendum del 22 ottobre è inutile perché la richiesta al governo di maggior autonomia poteva essere avviata dalla Regione, sentiti i comuni (le vere autonomie locali) da quasi 20 anni. È ambiguo, perché non chiarisce nel quesito su quali materie la regione dovrebbe avere più potere. È costoso, perché si buttano al vento in un’operazione di pura propaganda politica almeno 15 milioni di euro mentre, solo per fare un esempio, se ne tagliano 11 sul trasporto pubblico locale.

L’unica certezza sono gli scopi dell’iniziativa di Zaia e Maroni.
Il primo: parare il possibile contraccolpo della trasformazione della Lega, da partito per l’indipendenza della Padania, in partito nazionale e perfino Nazionalista. Si toglie dal simbolo la parola d’ordine originaria per prendere voti anche al Centro e al Sud ma si cavalcano ancora le onde dell’egoismo localista e nel Veneto perfino le sirene dell’indipendentismo. Neppure Petrolini avrebbe potuto essere così abile nelle sue performance trasformistiche. Che la cosa possa reggere alla lunga è tutto da verificare.
Il secondo: Si martella con la propaganda sull’Autonomia farlocca per nascondere le più concrete malefatte di decenni di governo del territorio le cui magagne sono ormai sotto gli occhi di tanti (i cittadini/e della nostra regione). Il sostegno fino all’ultimo dato ai dirigenti di Veneto Banca e BPVI, quando già la truffa ai danni di centinaia di migliaia di cittadine/i era già stata messa in chiaro dalle ispezioni della Bce e della Banca d’Italia. Le responsabilità dirette e condivise con la Lombardia nella massima cementificazione del territorio a livello nazionale a favore della rendita immobiliare e della speculazione finanziaria. Cementificazione che lo ha reso fragile di fronte a eventi naturali sempre più estremi in questa epoca di veloci e incontrastati cambiamenti climatici.

Il coinvolgimento del Centrodestra (Galan, Matteoli, Chisso) nella corruzione del Mose in tema di Grandi opere a cui si accompagnano i numerosi illeciti, come minimo amministrativi, denunciati anche dalla Corte dei Conti, e le spregiudicate manovre finanziarie che hanno attraversato il percorso della Pedemontana Veneta. Sicuramente un grande affare per i privati a carico del pubblico e dei “schei dei veneti”.
Sull’inquinamento da Pfas e da sostanze provenienti da produzioni industriali dei territori e delle acque di un’area vastissima della nostra Regione abbiamo richiesto interventi ancora dal lontano 1995. Abbiamo posto la questione in consiglio regionale ancora nel 2013. Zero risposte. Solo ora, quando ormai le dimensione disastrosa del fenomeno è sotto gli occhi di tutti la, regione promuove una commissione d’inchiesta. Si chiude la stalla quando i buoi sono scappati.
Il presidente della regione e il codazzo politico e politicante che lo accompagna, vanta ovunque e in ogni occasione le performances della Regione Veneto, della sua economia e delle sue meravigliose imprese. Quello che non è mai detto è che i salari e gli stipendi nel Veneto sono i più bassi, e non di poco, di tutto il Nord Italia: indice evidente della precarietà e dello sfruttamento a cui sono costretti lavoratrici e lavoratori, nella nostra “mitica” Regione. Il 22 ottobre astensione attiva!

Paolo Benvegnù, segretario regionale Rifondazione Comunista-Sinistra europea del Veneto

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