Wednesday, 13 December 2017 - 13:19

A Belluno i medici di famiglia iniziano lo sciopero

Set 19th, 2017 | By | Category: Prima Pagina, Sanità

Un piano sanitario regionale giudicato insufficiente è alla base di un gesto piuttosto eclatante che i medici di medicina generale di Belluno stanno mettendo in pratica in queste ore. Uno sciopero per il mancato potenziamento delle strutture territoriali che è iniziato questa settimana e che, a meno di cambi in corsa da parte della Regione, durerà per tutto l’inverno, fino al prossimo maggio.
La sanità bellunese vive un periodo di incertezza e il malcontento ha iniziato a serpeggiare lo scorso luglio, quando, con riferimento alla riforma sanitaria veneta, si era iniziata a spargere la notizia di un potenziale sciopero da parte dei medici di famiglia.
Il tutto a seguito di un incontro per tentare una conciliazione su diversi temi, come la mancata realizzazione delle medicine di gruppo integrate, e durante il quale i rappresentanti della Regione non si erano presentati. Come tutta risposta lo scorso 4 luglio le quattro sigle di categoria — Fimmg, Snami, Smi e Intesa sindacale – avevano indetto uno sciopero generale.
Una situazione particolare e ingarbugliata che ha come cornice una delle regioni che, dal punto di vista sanitario, ha da sempre rappresentato un’eccellenza. Il Veneto è noto per la qualità delle sue cure, oltre per provvedimenti innovativi in ambito sanitario: a Campedello in provincia di Vicenza ha esordito in farmacia la cannabis terapeutica di Stato lo scorso dicembre 2016. Il tutto nell’ambito di un progetto per garantire l’accesso alle cure con la cannabis medica nella forma di medicinali tradizionali o di preparati galenici da vendere legalmente in farmacia, si guardi ad esempio l’utilizzo dell’olio di CBD.
In un quadro così armonico e virtuoso la realtà bellunese sembra quasi stonare: i medici di assistenza primaria aderenti alle quattro sigle sopra indicate cominceranno a partire da questa settimana a scioperare, andando concretamente a bloccare l’invio telematico all’Usl 1 di tutte le ricette, garantendo solo la compilazione di quelle rosse.
Una forma di protesta rivolta quindi alla Regione e non ai pazienti, i quali potranno comunque recarsi in farmacia con la ricetta e richiedere quanto prescritto. Uno sciopero bianco indetto inizialmente per sette giornate, ovvero il 19, 20, 26 e 27 settembre e il 10, 11, 12 ottobre.
Ma il presidente dell’Ordine dei medici di Belluno, Umberto Rossa, ha voluto precisare che si proseguirà ad oltranza per tutto l’inverno “se nel frattempo non dovesse cambiare l’atteggiamento della Regione che si è chiusa ad ogni confronto con la categoria”.
A novembre ad esempio, si parla di arrivare alla chiusura degli ambulatori: ben 22 date di chiusure da distribuire fino a maggio e durante le quali anche le guardie mediche territoriali si asterranno dal servizio nei turni notturni, garantendo solo le visite domiciliari urgenti, l’assistenza domiciliare integrata e quella programmata ai malati terminali.
Quello che le sigle lamentano è un taglio dei posti letto negli ospedali e la mancata attuazione della delibera regionale che istituisce le medicine di gruppo integrate. A questo si aggiunge, sempre secondo le sigle sindacali, il mancato potenziamento del supporto informatico e la susseguente mancata creazione del fascicolo sanitario elettronico per dematerializzare tutto l’iter della prescrizione farmaceutica.
Una situazione delicata che rischia di deflagrare paurosamente durante l’inverno se non si arriva subito ad una soluzione corale.

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