Saturday, 16 December 2017 - 22:30

Poesie e testimonianze sul Vajont di Filippo Melis. Sabato al Taetro di Lamon, mercoledì a Belluno e mercoledì 25 a Cesiomaggiore

Set 15th, 2017 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Sabato 16 settembre al teatro “Mons. Gaio” di Lamon ore 18.30. Mercoledì 20 settembre al bar Insolita storia in via Zuppani a Belluno. E Lunedì 25 settembre alle 20.30 nella sala della Biblioteca comunale di Cesiomaggiore sarà presentato il libro di Filippo Melis “AQVA (Non ci sarà la morte)”, in cui convivono armonicamente poesie e testimonianze che ripercorrono la strage del Vajont.

Filippo Melis

Autore di altre due raccolte di poesie, Melis è nato in Sardegna e attualmente vive in Spagna, dove insegna all’Università di Girona. Ma che cosa lega un autore sardo agli eventi del Vajont? Tutto risale alla visione del noto film di Renzo Martinelli Vajont, la diga del disonore, grazie al quale viene a conoscenza delle gravi responsabilità della SADE. La cupidigia umana e la negligenza sono state all’origine di quell’immane tragedia, non la furia dell’acqua. In quel momento, racconta Melis “ho provato rabbia, sgomento e indignazione e le lacrime di quel dolore antico che provavo sulla pelle viva mi hanno fatto capire come in realtà questo lutto lo avessi sempre avuto dentro e che da quel momento la mia missione fosse quella di parlarne in modo da perpetuare ed esercitare la memoria”. Ecco così spiegata la genesi di Aqva (Non ci sarà la morte).
Il libro può essere diviso in due parti: la prima è composta da trentacinque poemi, la maggior parte dedicati ai luoghi in cui quel maledetto 9 ottobre 1963 si abbatté l’onda funesta che causò la morte di circa duemila innocenti. Altre composizioni, invece, sono state ispirate dal ciclone che ha colpito la Sardegna nel 2013, causando la morte di sedici innocenti.
Nella seconda parte del libro, intitolata Testimonianze, sono stati inseriti i ricordi, i pensieri e le opinioni di alcune vittime e di altre persone che, pur non avendo assistito direttamente alla strage, hanno a cuore la storia della valle del Vajont e dei suoi abitanti e lo hanno dimostrato nel corso degli anni con il loro impegno personale e professionale.
Quello di Filippo Melis è dunque un viaggio dalla Sardegna, al Veneto e al Friuli, ma anche in tutti quei luoghi lontani dove ogni uomo è un’isola. “Un’isola che forse può essere salvata da una poesia”.

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