Friday, 15 December 2017 - 23:46

Autonomia e Referendum

Set 14th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

L’autonomia è un valore e, come la libertà e la democrazia, non cade dal cielo come la “manna”, ne è una “gentile concessione del principe”; ma la si conquista e si consolida giorno dopo giorno con il coraggio e la forza delle idee e delle scelte.
Nella sfera della “cosa pubblica” l’autonomia si esercita e concretizza, si in forza di un quadro normativo favorevole, ma soprattutto per credibilità, capacità e autorevolezza.
Per quanto riguarda il campo normativo, che che se ne dica, l’autonomia degli enti locali è più che prevista e riconosciuta (art.li 5,114,116,117,118 e 119 della Costituzione; comma 3, art. 1 della, seppur infelice, Delrio; art.li 3 e 16 dello Statuto Regione Veneto; per la Provincia di Belluno dalla L.R. 25/2014 art.li 13 e 15,comma 5; e per finire dalla Carta Europea Autonomie Locali); quello che manca, allora, è proprio la capacità e l’autorevolezza che si tenta di mascherare e superare con “mezzucci” vari come il Referendum del 22 ottobre p.v. .
Per questo sia il Presidente Zaia , sia la classe politica bellunese hanno voluto e imposto questo Referendum: camuffare le loro manchevolezze ricercando nel consenso popolare una rilegittimazione per rimanere al loro posto.
La mancata autonomia non è, come tentano di farci credere, un problema di “soldi”; se così fosse, a maggior ragione, avrebbero dovuto essere solo più oculati e impiegare meglio le, seppur poche, risorse finanziare piuttosto che buttarle in questo Referendum ininfluente.
A questo punto, non sarebbe stato meglio e più “autonomista” dividere equamente i 14 milioni di euro, che poi non sono così pochi, tra tutte le Province per realizzare qualcosa di più utile e concreto?
Altrettanto dicasi per la Provincia di Belluno, non sarebbe stato più importante per i cittadini usare i 330.000 euro per compensare i mancati trasferimenti per il trasporto pubblico ed evitare, così, i pesanti aumenti?
Mutatis mutandis, riflettiamoci forse ne è giunta l’ora.

Stefano Messinese

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