Monday, 11 December 2017 - 15:02

D’Incà (M5S) incontra Bim Gsp: “Investimenti fanno ben sperare per il futuro”

Set 12th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Federico D’Incà, deputato

Piano industriale, importanza sociale e risvolti ambientali: sono questi i punti trattati nell’incontro fra il parlamentare bellunese del Movimento 5 Stelle Federico D’Incà e Bim Gestione Servizi Pubblici. Il deputato, assieme a una delegazione del M5S bellunese, ha incontrato l’amministratore unico di Bim, Giuseppe Vignato, per discutere dei temi più importanti per il servizio.

“Non possiamo sottovalutare la complessità del servizio – avverte D’Incà – per una provincia vasta come quella di Belluno, con una densità abitativa molto bassa e un peso del debito per Bim che già nel 2011 aveva raggiunto la cifra esorbitante di 89 milioni di euro”.

Il parlamentare sottolinea come questo sia un fardello pesantissimo, “frutto – dice – di scelte scellerate sulle quali restano ancora oggi molti punti oscuri”.

Il debito nel 2017 potrebbe scendere sotto i 40 milioni di euro e il costo in bolletta è cresciuto del 50 per cento negli ultimi 6 anni.

“A fronte di questa situazione – rivela il deputato – ritengo che la trasparenza degli atti e la nuova modalità di gestione di Gsp siano elementi che, uniti agli investimenti, possano far ben sperare per il futuro”.

Gli investimenti saranno infatti portati sopra quota 8 milioni nei prossimi due anni.

“E costituiscono la chiave di volta per migliorare il servizio idrico – spiega l’esponente del Movimento 5 Stelle – sia nelle tante aeree dove scarseggia l’acqua, sia nella qualità della depurazione degli impianti fognari. Proprio la depurazione e la manutenzione di questi impianti devono essere centrali nelle attività future”.

Nel mirino del parlamentare entrano quindi le effettive perdite della rete acquedottistica, che verranno studiate tramite l’installazione di 20 misuratori nelle prese di captazione per un costo complessivo di circa 20 mila euro: “Si parla addirittura di un 30 per cento – si rammarica D’Incà – ma sono certo che gli investimenti nei misuratori alle prese di captazione potranno finalmente darci una prima indicazione di quanta acqua va persa nella rete”.

“Ritengo che sia da valutare positivamente – continua il parlamentare – anche la riduzione del costo della macchina aziendale, sceso di 3 milioni rispetto al 2014. Mi chiedo però perché negli anni precedenti non sia stata effettuata una valutazione così attenta dei costi, soprattutto negli appalti”.

In alcuni settori i risparmi si aggirano effettivamente, conti alla mano, attorno al 19 per cento.

“Ma tutto questo è secondario di fronte alla prospettiva della privatizzazione del sistema idrico locale e nazionale – conclude D’Incà – che favorirebbe solo le tasche di pochi grandi privati, a discapito delle nostre comunità. L’acqua è e deve restare un bene comune e pubblico, da qui non ci muoveremo”.

 

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