Thursday, 14 December 2017 - 11:42

Per un teatro umano  * di Daniela Nicosia

Set 9th, 2017 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Daniela Nicosia

Una stagione, la venticinquesima di Comincio dai 3, caratterizzata da un particolare affondo sulla Storia intesa nella sua accezione di historìa – ricerca, indagine intenta a ricostruire eventi umani. Protagonisti della Storia sono gli uomini e i loro atti, e se l’indagine storica ha quale terreno di ricerca il passato, è pur vero che, come recita una straordinaria canzone di De Gregori, la storia siamo noi. È il nostro essere nel presente, le nostre scelte, destinate a costituire, col passare degli anni, la storia del nostro tempo.
Ho sentito, pertanto, una necessità etica di riflettere, con i giovani spettatori di Comincio dai 3, su alcuni temi che hanno interessato l’indagine storica contemporanea e interesseranno quella futura, essendo al momento ancora terreno di cronaca e, purtroppo, non sempre felice. È così che gli spettacoli della sezione Teatro e Storia si intrecciano a quelli del Progetto accoglienza e dei progetti sul bullismo e sull’ambiente. Una riflessione che passa attraverso le arti della scena i cui protagonisti, come per la Storia, sono gli esseri umani.
Il teatro da secoli condensa esperienze e paure dell’uomo, ne enfatizza i tratti, ne è catalizzatore e motore catartico. Da secoli è luogo di condivisione, luogo in cui la comunità ritrova senso d’appartenenza, luogo, mi si passi l’ossimoro, dell’utopia per quella sua capacità di orientare forme di rinnovamento, agendo in quel non luogo dal greco οὐ «non» e τόπος «luogo» che è il pensiero, che sono le emozioni di chi partecipa al rito teatrale.
Pensiero ed emozioni, su questa sfera agisce il teatro e per questa ragione dedicare un progetto di educazione teatrale ai più giovani ha un senso profondo sul piano sociale e culturale.
Per questa sincera convinzione da venticinque anni Tib teatro, dedica il suo lavoro artistico ai bambini e ai ragazzi, attraverso la produzione di spettacoli per tutte le età, dai 3 in su, e attraverso progetti di formazione ed educazione al teatro quali questa stagione, e i percorsi di propedeutica teatrale per le scuole ad essa connessi.
Due le nuove produzioni di Tib Teatro in cartellone quest’anno: Sotto diverse stelle e La Guerra dei Bottoni. Il primo, per il progetto accoglienza, racconta di una bambina triste, “nata sotto diverse stelle” , che di notte, per mare, chiede alle stelle di farle compagnia e queste le raccontano storie, tessute come un gioco, per farle tornare il sorriso.
Storie per imparare a confrontarsi con l’altro e saperlo accogliere nella sua unicità, nella sua diversità, perché riteniamo che lo sforzo educativo in una società multiculturale non consista mai nel far diventare uguale ciò che è diverso. Lo spettacolo, per le scuole dell’infanzia e il primo ciclo delle primarie, si realizzerà direttamente nelle aule scolastiche, per donare le sue suggestioni, e parlare con semplicità di rispetto dell’altro, in un particolare rapporto di vicinanza con i piccoli spettatori.
La Guerra dei Bottoni, per le primarie dalla terza e le secondarie di primo grado, dall’omonimo romanzo di Pergaud, incrocia invece la Storia restituendoci un mondo e un tempo in cui le “guerre” tra bande di adolescenti si consumavano con ingenuità ai margini del bosco in uno scenario naturale, con il quale i giovani protagonisti conservavano ancora un forte rapporto. La preparazione degli assalti tra rami, cespugli, grotte, sentieri, atti a nasconderli e a disperderli, la pianificazione delle strategie, la gloriosa costruzione del fortino e la sua ignominiosa distruzione, i primi tormenti amorosi, il dolore del tradimento e la gioia delle piccole vittorie nelle quali i bottoni, asportati dai vestiti del nemico, erano il bottino più ambito, ci dipingono un mondo dominato dalla voglia di avventura, dal quale gli adulti sono esclusi proprio perché incapaci di ricordare di aver combattuto anch’essi le medesime battaglie. Forte è anche la relazione delle due bande col loro paese, per la cui gloria combattono, paese che rappresenta non solo le loro radici, ma la loro identità. Questo senso d’appartenenza, queste relazioni forti, esistono ancora per i ragazzi di oggi? E in quale contesto? Le bande delle periferie metropolitane di oggi sono ben altra cosa da quelle descritte da Pergaud. La guerra che combattono i suoi ragazzi è un gioco, condotto con estrema serietà ma un gioco, che permette loro di crescere, imparando a perdonare laddove si vince, a restare in piedi laddove si perde.
La Storia è protagonista nell’incisivo Naufraghi nella tempesta della pace: storia e memorie dei profughi della Venezia Giulia e dell’Istria, per le terze medie e le secondarie di secondo grado. Profughi, foibe, esodo, leggi razziali, italiani, croati, sloveni, partigiani, fascisti, muri, frontiere, nazionalismi, Tito, comunisti, Jugoslavia, nazisti, Risiera di San Sabba, solidarietà, derisione, ricordo e dimenticanza. Nello spettacolo questi termini così carichi di significato e di storia si incrociano lucidamente e drammaticamente, attraverso testimonianze originali e documenti, per formare un quadro espressivo intenso dove le grandi leggi della dinamica internazionale e dei blocchi politici si scontrano con le leggi della gente comune e della vita di tutti i giorni. Il confine nord-orientale dell’Italia dilaniato da lotte nazionaliste, ostilità e violenze, spesso volutamente dimenticate, l’esodo di migliaia di italiani, la tragedia delle foibe sono vicende che toccano direttamente il popolo italiano, ma sono anche parte di una realtà molto più complessa, frutto di altre precedenti violenze, di altre precedenti discriminazioni, in una triste catena di ritorsioni, vendette e strategie discriminatorie, che lo spettacolo con chiarezza e sincera partecipazione mette in luce.
Ad uno dei momenti storici più drammatici della nostra Repubblica, quello delle stragi di mafia del 1992, fa invece riferimento lo straordinario, commovente Una Storia disegnata nell’Aria, per le secondarie di secondo grado, che mira diritto al cuore dei ragazzi facendo emergere, con l’intelligenza delle emozioni, la fragilità di una adolescente, Rita Atria, la più giovane testimone di giustizia in Italia, trovatasi al centro di quel terribile periodo. È una storia dalla quale emerge forte il desiderio di affrancarsi da “un’eredità” di mafia e omertà, affermare una realtà libera da veti e mutismi, da intimidazioni velate e soprusi subiti. Lo spettacolo racconta di Rita, dei suoi “tatuaggi emotivi”, della sua voglia di vivere e della sua capacità di trasformare, grazie all’aiuto di Paolo Borsellino, il sentimento di vendetta in senso di giustizia.
Di rispetto e violenze subite parlano i due spettacoli del progetto sul bullismo, dedicato invece alle scuole primarie e alle secondarie di primo grado (prime e seconde). Dal 2004 Guido Castiglia, regista e drammaturgo, lavora intorno al fenomeno del bullismo e ha avuto l’opportunità di analizzare il fenomeno insieme ad esperti qualificati, realizzando laboratori sull’educazione alla legalità con bambini delle scuole primarie e con i ragazzi delle scuole secondarie, approfondendo il tema attraverso il loro sguardo peculiare. I ragazzi, con sorpresa, non hanno voluto mettere in evidenza il bullismo efferato echeggiato dai media, fatto di aggressività evidente, di violenza eclatante, ma hanno voluto sottolineare il bullismo celato, sconosciuto agli occhi degli adulti, il bullismo che aggredisce psicologicamente e mina gli affetti e il valore dell’amicizia. Da questo percorso nasce Branco di Scuola, una semplice storia di bullismo, proposto per le secondarie di primo grado, che ci racconta di un fratello e di una sorella che, in maniera diversa, sono stretti nella morsa del bullismo reale e discriminante, che vede nel più debole una preda da aggredire, un bullismo costante e latente, a volte, apparentemente innocuo ma psicologicamente devastante. Lo spettacolo narra di un tradimento intimo e di un disagio crescente, perpetrato tra i ragazzi di un liceo. Fatti che, lontani dai clamori del richiamo mediatico, ledono, in primis, la dignità umana. Lo spettacolo ha ricevuto il Premio Eolo Award 2012 alla migliore drammaturgia per i giovani.
Per i più piccoli delle primarie viene proposto Un Maialino Tutto Nero, un racconto divertente, nato lavorando, in stretta collaborazione con i bambini di prima elementare, su un tema importante quale il “bullismo infantile”, che è la sintesi dei diversi livelli di comportamento, considerati dai bambini stessi: buffi, pasticcioni, birichini, offensivi, violenti. Il maialino Ciccio Schizzo, attraverso una serie di avventure comiche quotidiane, attraversa, vivendolo, il fenomeno del bullismo, per riuscire, al termine delle sue esperienze, a vincere la propria violenza con il fondamentale aiuto della maestra, prendendo coscienza delle sue azioni e facendosi così accettare dalla comunità.
Dalla ricerca di forme alternative di educazione ambientale, che ci piace chiamare forme di educazione sentimentale, ha origine lo spettacolo Semino per le scuole dell’infanzia. Mino raccoglie foglie secche poi un giorno trova un seme; da quell’incontro, con l’ausilio della signora delle stagioni, nascono occasioni per conoscere e conoscersi, sorgono emozioni, perché un seme racchiude in sé la vita e la vita è esperienza e relazione. Sentire la natura come parte di sé è il presupposto per maturare una vera e propria affettività verso l’ambiente naturale, e quindi rispettarlo. Lo spettacolo sa trasmettere tutto questo anche ai piccolissimi, avvalendosi di un suggestivo impianto scenografico, nel quale incastona differenti linguaggi: arti visive, video, musica e ovviamente teatro d’attore.
Incontro, diversità, accoglienza, gioco, creatività questi i motivi che percorrono gli spettacoli delle domeniche per le famiglie. Dallo storico Canta canta Cantastorie scritto da Emanuele Luzzati nel 1982, che ripercorre con garbo e ironia, in una scenografia multicolore, nello stile del suo autore, tre storie celebri quali La Gazza Ladra, La Tarantella di Pulcinella e Alì Babà, tra canzoni e filastrocche popolari, con le musiche di Ivano Fossati e Oscar Prudente, al divertentissimo Il Cubo Magico storia dell’incontro tra Uno e L’altro. Un mondo di soli cubi colorati: per Uno sono solo cubi, per L’altro qualcosa di speciale perché L’altro possiede il dono della creatività! Il gioco ha così inizio, tra un sequela di invenzioni, scoperte, scherzi che finiranno col coinvolgere Uno nel meraviglioso gioco di un’amicizia nascente, dell’immaginazione e della fantasia! Delicato e tenero L’Omino delle Stelle che accompagna nel buio della notte i sogni dei bambini, allontanando le loro paure. Brutto da far paura ma buono e d’animo delicato è il protagonista di La Bella e la Bestia, dalla ben nota storia che, da secoli, sa parlare ai più di diversità, accoglienza, accettazione dell’altro, possibile solo superando pregiudizi e stereotipi. Una sontuosa scenografia mobile, per un eccellente teatro d’attore che ci dona il meglio della favola classica senza mai tradire l’originale.
Favola contemporanea è invece L’Albero di Pepe: una bambina, desiderosa di sperimentare la libertà, si rifugia su di un albero di calviniana memoria. Supera il freddo, la fame e le tante difficoltà, grazie agli animaletti che abitano il suo albero e che le insegnano il piacere di dare e di ricevere. Decide così di tornare a casa, ma, durante la sua assenza, una guerra ha cambiato ogni cosa…nuove tappe di crescita l’aspettano. Una narrazione delicata e divertente che, in un flashback appassionante, si dipana tra palco e platea, tra cambi di scena e gioco di personaggi. Una storia che ci parla dell’anarchica saggezza dei bambini, delle prove da affrontare per diventare grandi, che ci esorta alla convivenza, all’integrazione, all’ascolto, attitudini necessarie a renderci semplicemente umani, umani protagonisti della Storia.
Daniela Nicosia – Direttore artistico Tib teatro

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