Saturday, 18 November 2017 - 21:37

Caregiver familiare. Una proposta di legge per legittimare chi si occupa delle persone disabili

Ago 29th, 2017 | By | Category: Prima Pagina, Società, Istituzioni

Una proposta di legge a sostegno dei caragiver familiare. Ossia di colui che  volontariamente e gratuitamente, a seguito di legami affettivi, si prende cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza in quanto malato, fragile o disabile, e che quindi necessita di aiuto. Sinteticamente, possiamo affermare che il caregiver familiare risponde al bisogno affettivo, relazionale e di sicurezza del proprio caro, effettua il disbrigo di pratiche amministrative, si rapporta con gli operatori dei servizi e si prende cura, direttamente o con l’aiuto di terzi, del supporto alle funzioni di vita quotidiana delle persone assistite.

A sostenere l’iniziativa è il Comitato di  Coordinamento Famiglie Disabili rappresentato da Diego Pauletti, che ha presentato a livello nazionale, regionale e in tutti i comuni della provincia di Belluno la proposta.

Ecco le motivazioni del Comitato a sostegno della proposta di legge

CONSIDERATO che:
l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha stimato, con un’indagine del 2010, che, nel nostro paese, siano oltre 3.300.000 le persone che, nel contesto familiare, si prendono cura regolarmente di adulti anziani, di malati e di persone disabili. Si tratta prevalentemente di donne con famiglia e figli che, per dare cura, sono costrette spesso a lasciare il lavoro (66% dei casi);
prendersi cura di un proprio familiare è una scelta d’amore che deve essere valorizzata e sostenuta dallo Stato. Il caregiver familiare deve farsi carico dell’organizzazione delle cure e dell’assistenza; può trovarsi, dunque, in una condizione di sofferenza e di disagio riconducibili ad affaticamento fisico e psicologico, solitudine, consapevolezza di non potersi ammalare, per le conseguenze che la sua assenza potrebbe provocare, il sommarsi dei compiti assistenziali a quelli familiari e lavorativi, possibili problemi economici, frustrazione;
che queste persone vivono in una condizione di abnegazione quasi totale, che compromette i loro diritti umani fondamentali: quelli alla salute, al riposo, alla vita sociale e alla realizzazione personale e che l’impegno costante del caregiver familiare prolungato nel tempo può mettere a dura prova l’equilibrio psicofisico del prestatore di cure ma anche dell’intero nucleo familiare in cui è inserito.

VALUTATO che:
la carenza di supporto (di qualunque tipo) al caregiver ha gravi conseguenze sia sulla sua qualità di vita in considerazione del perdurare della malattia dell’assistito, sia sugli aspetti sociali e, soprattutto, economici e lavorativi, conseguenze che persistono a lungo anche dopo la morte dell’assistito;
mantenere in buona salute il caregiver permettendogli di continuare a seguire al meglio il malato nella propria casa potrebbe rappresentare un risparmio per la società;
è improcrastinabile l’esigenza di disciplinare il suo riconoscimento e sostegno come in molti altri stati membri dell’Unione europea (le legislazioni di molti Paesi europei prevedono specifiche tutele per i caregiver familiari, tra le quali supporti di vacanza assistenziali, benefici economici e contributi previdenziali, come avviene in Francia, Spagna e Gran Bretagna, ma anche in Polonia, Romania, Bulgaria e Grecia); ciò per valorizzarne la funzione sociale, ma anche perché gli siano riconosciuti diritti quali l’informazione, la formazione, il sollievo e il supporto nelle emergenze, la valorizzazione delle competenze acquisite, forme di defiscalizzazione delle spese di cura e politiche di conciliazione;

RITENUTO opportuno e necessario riconoscere ai caregiver familiari una condizione giuridica di tutele, equivalente almeno a quella riconosciuta ai lavoratori domestici ma ancor meglio se corrispondente alla posizione lavorativa di cui godono i caregiver che sono riusciti a mantenere la loro posizione lavorativa;
EVIDENZIANDO infine che in Italia manca una piena coscienza e un’adeguata tutela per queste figure, anche se come sancito dall’articolo 35 della nostra Carta costituzionale: «La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni» e come stabilito dalla sentenza n. 28 del 1995 della Corte costituzionale, che afferma: «il lavoro effettuato all’interno della famiglia, per il suo valore sociale ed anche economico, può essere ricompreso, sia pure con le peculiari caratteristiche che lo contraddistinguono, nella tutela che l’articolo 35 della Costituzione assicura al lavoro in tutte le sue forme» e ancora «l’articolo 230-bis del codice civile che, apportando una specifica garanzia al familiare che, lavorando nell’ambito della famiglia o nell’impresa familiare, presta in modo continuativo la sua attività, mostra di considerare in linea di principio il lavoro prestato nella famiglia alla stessa stregua del lavoro prestato nell’impresa»;
PRESO ATTO che con sentenza di Corte Costituzionale n.275/2016 è stato sancito che non è possibile che «ogni diritto, anche quelli incomprimibili, debbano essere sempre e comunque assoggettati ad un vaglio di sostenibilità nel quadro complessivo delle risorse disponibili»;
PRESO ATTO che al Senato, in data 5 novembre 2015 è stato presentato il disegno di legge 2128/XVII, finalizzato a riconoscere e tutelare il lavoro svolto dai caregiver familiari e a riconoscerne il valore sociale ed economico per la collettività; appurando che tale disegno di legge, a prima firmataria la senatrice Bignami, a gennaio 2017, è stato firmato da 94 Senatori della Repubblica, afferenti ad una gran quantità di partiti e gruppi politici a dimostrare l’importante trasversalità senza bandiere di questo DdL e verificando anche che il DdL 2128, ha iniziato il suo iter parlamentare il 24 gennaio 2017 in Commissione Lavoro al Senato;

RILEVANDO infine che molti Consigli Regionali e Comunali si sono già espressi, in maggior parte all’unanimità, in tal senso;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a dare piena e formale adesione e sostegno alla predetta iniziativa legislativa;

a sollecitare un tempestivo iter parlamentare della suddetta proposta per giungere, in tempi brevi, ad una sua auspicabile approvazione;

a coinvolgere a tale scopo anche i consiglieri provinciali, regionali e i parlamentari del territorio, affinché si adoperino presso i soggetti competenti.

a chiedere l’invio di una copia della presente Risoluzione all’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Diego Pauletti
Coordinamento Nazionale
Famiglie Disabili

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