Saturday, 18 November 2017 - 12:16

Autonomia. Azzalin: “Ciambetti ha poca memoria, a sbarrare le porte all’autonomia a Roma fu il ministro Zaia”

Ago 29th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

 

Graziano Azzalin – consigliere regionale Pd

“Leggiamo con stupore l’intervento di oggi del presidente Roberto Ciambetti a proposito del referendum sull’autonomia, in cui ribadisce che la volontà del Veneto di trattare si è scontrata con il no di Roma, che ha fatto sempre trovare le porte sbarrate. Ciambetti però dimentica che quando poteva essere approvata la proposta, gli ‘uscieri’ si chiamavano prima Zaia e poi Galan, entrambi ministri del governo Berlusconi-Bossi”.

Così il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin risponde a distanza alle parole di Roberto Ciambetti a proposito delle ragioni che hanno portato il Veneto a scegliere la via referendaria per chiedere maggiore autonomia, a differenza dell’Emilia Romagna che ha invece optato per un dialogo con il governo.

“Mi sorprende la mancanza di memoria del presidente del Consiglio, anche perché siede tra i banchi di Palazzo Ferro Fini da oltre dieci anni e dovrebbe ricordare come sono andate le cose”, insiste Azzalin, aggiungendo una breve cronistoria.

“A dicembre 2007, dopo un lungo lavoro tra maggioranza e opposizione, il Consiglio, con 53 voti favorevoli su 55 presenti, dette mandato a Galan di negoziare con Roma ulteriori competenze legislative e amministrative in 14 materie. Pochi mesi dopo, però, cadde il governo Prodi e con Berlusconi e Bossi a Palazzo Chigi, sedicenti paladini del Veneto e del Nord, di autonomia non si è più parlato. Eppure quale occasione migliore per andare avanti con la trattativa, visto che nel frattempo Zaia era diventato ministro? Le condizioni erano ideali per il centrodestra: un governo amico, con un ministro che era stato vicepresidente della Regione durante la stesura del provvedimento per chiedere l’autonomia differenziata. E invece tutto è rimasto nel cassetto”.

“Una ricostruzione seria non può prescindere dal ruolo di Zaia, che meritava l’Oscar come attore non-protagonista per non aver mosso un dito: nel 2010, quando è stato eletto governatore scambiandosi la poltrona con Galan passato a Palazzo Chigi, poteva far ripartire l’iter della trattativa ma non l’ha fatto. Evidentemente la Lega si ricorda dell’autonomia solo quando c’è un governo di centrosinistra, a testimonianza di quanto sia strumentale questa battaglia. Una battaglia oltretutto inutile, perché non può prescindere dalla trattativa con Roma ed estremamente costosa”.

Share

Scrivi un commento

You must be logged in to post a comment.