Friday, 24 November 2017 - 12:59

Ultimo week-end d’agosto in montagna

Ago 27th, 2017 | By | Category: Dicono di voi, Prima Pagina

Si ritorna in montagna dopo un’assenza un po’ più lunga del solito. Meglio dunque farlo con calma e non mettersi subito ad affrontare escursioni lunghe e pesanti. A volte basta cambiar aria e allontanarsi dalla pianura dove imperversa l’ultima perturbazione calda dell’estate (almeno così sembra). Lascio i 34 gradi nella bassa e salgo verso le amiche montagne del Bellunese, direzione Cortina. L’intenzione è quella di salutare degli amici che qui vivono per tutto l’anno e poi fare una leggera passeggiata che l’amministrazione cortinese propone per chi voglia rilassarsi nel verde e nell’aria fine delle vallate alpine.
Gli amici mi hanno detto di portarmi un tappetino o una coperta bella spessa da stendere a terra, abiti comodi come sempre in montagna e poi una buona predisposizione a cacciare i pensieri e ritemprare anima e corpo. Ho tutto con me.
Con partenza dal centro del paese, si imbocca l’ex ferrovia fino al bivio di Pian da Lago, si scende e anziché andare verso la zona artigianale si prosegue in zona Socol. Si affronta circa una mezzoretta di passeggiata leggera nel bosco e poi si ha la sorpresa. Si attraversa il torrente Boite e da lì si imbocca il 449 in direzione Lago Pianozes. Siamo circa una ventina, tutti armati delle migliori intenzioni: per lo più gente di pianura qui per vacanze e desiderosa di ritrovare le proprie origini attraverso la natura e il suo potere rigenerante e riequilibrante.
Si pratica lo yoga, con più precisione lo hata yoga o yoga del respiro: esercizi di consapevolezza e di allineamento, asana che ricordano nei nomi la posizione di alcuni animali o elementi della natura (il cobra, il leone, la montagna, l’albero…) che calmano la mente e portano velocemente al distacco dalla quotidianità. Il segreto sta nel creare una profonda connessione con il presente e con l’ambiente circostante rasserenante.
Si sciolgono le tensioni e si cerca di assorbire il Prana, l’energia cosmica che penetra in chi fa la pratica, attraverso l’aria pura e il respiro. L’insegnante, anzi il Maestro, ispira serenità al solo vederlo: magro e sottile, ma con un pieno di energia che riesce ad infondere durante la pratica anche ai neofiti più inesperti.
Le montagne paiono osservare estasiate; il luogo è silenzioso e si presta a questa pratica. Al termine ci viene suggerito di stare sdraiati almeno 5 minuti e poi riprendere il cammino.
Dovrò rinunciare alla solita tappa in baita (addio strudel e “ombra” di rosso!) per consentirmi solo una tisana verso sera e un sonno altrettanto (spero) corroborante. Nonostante il semi-digiuno, durante il ritorno, ci si sente energizzati e armonizzati con i ritmi naturali. Strano, ma vero: i sensi sono più affinati e paiono esaltarsi di più del solito nel verde e nella frescura della natura. Il Maestro ha detto: portatevi la leggerezza della pratica come presenza nelle giornate di lavoro e potrete apprezzare e vivere ogni momento della vostra vita con pienezza. Gli amici mi guardano scettici, ma io ho piena fiducia nell’efficacia della pratica yoga.
Domani, un lunedì di lavoro per me e, forse, per molti, dimostrerà se gli insegnamenti del Maestro sono veritieri. La montagna è anche questo.

Bruna Mozzi

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