Tuesday, 26 September 2017 - 07:29

“Fai…un giro in villa”. In 1.600 con il Fai nel week-end di ferragosto per la visita a Villa Paganini Ruspoli sulle rive del lago di Alleghe

Ago 16th, 2017 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Riflettore

Grande successo e grande partecipazione di pubblico per l’iniziativa “Fai… un giro in villa” organizzato dal gruppo FAI giovani di Belluno. Sono state circa 1600 le persone che nel week end 12-13 agosto hanno visitato Villa Paganini Ruspoli sulle rive del lago di Alleghe, in comune di Rocca Pietore, ora di proprietà della famiglia Francavilla. In molti erano gli alleghesi e gli agordini, e poi tanti turisti e gente di passaggio, tra cui giovani e famiglie: in tutti c’era curiosità e attrazione, per una villa mai aperta prima, per il fascino della dimora e per la suggestiva location.

Il festival “Fai un giro in villa” è giunto quest’anno alla seconda edizione e si concluderà il 16 settembre con villa Farsetti Selvatico a cura del FAI giovani di Treviso e Venezia: un format sul vivere la villa veneta che si sta rivelando vincente, per riscoprire e valorizzare un ricco patrimonio architettonico, storico, artistico e paesaggistico del nostro territorio.
L’apertura di villa Paganini è stata però una tappa “sui generis” in questo percorso: un diverso vivere in villa perché strettamente legato al turismo alpino di stampo romantico, sviluppato nel corso dell’Ottocento. Il contesto in cui si inserisce la costruzione della villa, tra 1890 e 1893 per volere dell’ingegnere Roberto Paganini (1849-1912) e della moglie, la principessa romana Elena Ruspoli, come residenza estiva e luogo di rappresentanza, è quello della “conquista” della montagna: siamo negli anni in cui si afferma l’alpinismo, nascono i primi club alpini, si compiono le grandi ascese alle pareti, si costruiscono piste da sci, rifugi, alberghi. Le Alpi diventano oggetto di interesse privilegiato per una classe benestante che ricerca tra i monti la salubrità dell’aria, la pace dello spirito, il rinvigorimento del corpo e della mente. Paganini fu forse il primo a intuire le potenzialità turistiche offerte da Alleghe, che ancora si presentava timida su questo fronte, sovrastata da quella che Dino Buzzati chiamerà “la più bella muraglia delle Alpi”, il monte Civetta.

La villa sorge in amena posizione su una penisoletta costituita da materiale della frana del monte Piz, che nel 1771 sbarrò il Cordevole e causò la formazione del lago. Era la prima casa dell’Agordino ad essere dotata di luce elettrica e di una caldaia per l’acqua calda. Negli anni ’70 fu acquistata dal senatore Dino Riva e divenne ben presto cornice di feste, pranzi e cene con i grandi personaggi della politica italiana. Tra gli ospiti della famiglia Riva in villa spicca sicuramente il nome di Claudio Baglioni, che qui compose l’album “E tu come stai?” al pregevole pianoforte Erard della sala da musica.

I visitatori hanno potuto ammirare gli ambienti interni ed esterni, a cominciare dalla facciata in stile neogotico, impreziosita da rifiniture in marmo di Carrara, già le tre sale al piano terra hanno svelato un mondo dall’atmosfera quasi fiabesca, grazie alla elegante decorazione pittorica di pareti e soffitti, di gusto liberty e floreale, eseguita dal pittore napoletano Vincenzo Severino. Nei due giorni di apertura era presente il nipote, Pasquale Severino, anch’egli artista, con una piccola personale in Municipio. Altri motivi di interesse sono stati i pavimenti in ceramica smaltata delle camere da letto al primo piano, gli arredi lignei (mobili e letti) intagliati con perizia e raffinatezza dai valenti scultori agordini Benedetto e Amedeo Da Pos, quest’ultimo allievo stimato di Valentino Panciera Besarel, le originali vasche da bagno in marmo ispirate a quelle delle terme romane, fino a giungere alla soffitta e al parco immerso tra gli abeti, con la veduta sul prospiciente borgo di Alleghe.
Aperture collaterali sono state inoltre la chiesa parrocchiale di San Biagio in Alleghe e la sala consiliare in Municipio, con gli arazzi istoriati del pittore Kurt Geibel-Hellmek.

Ad accompagnare i visitatori alla scoperta di tutti questi luoghi sono stati i volontari del gruppo FAI giovani di Belluno, coinvolti e impegnati con passione ed entusiasmo chi nelle visite guidate, chi nell’accoglienza, chi nella guardiania. Molto soddisfatti sono stati gli organizzatori dell’evento, Laura Fregona, capogruppo FAI giovani, e l’architetto Massimiliano Dell’Olivo. “46 volontari (tra Fai giovani e agordini) hanno partecipato all’iniziativa supportando convintamente la mission del FAI. L’evento – riferisce Laura Fregona – è stato costruito in maniera molto efficace e specialmente la domenica ad Alleghe si respirava un’aria di festa e fermento come se tutto il paese fosse coinvolto.”

Apprezzamenti e consensi sono arrivati dalla famiglia Francavilla, proprietaria della villa, e da Erminio Mazzucco, capodelegazione FAI Belluno. I fondi raccolti in questa occasione saranno destinati al recupero di Monte Fontana Secca e Col de Spadarot, bene di proprietà del FAI in comune di Quero, 150 ettari di boschi e pascoli, teatro di una battaglia della Grande Guerra.
Non solo l’arte, la storia e la natura, ma anche la musica è stata protagonista di questa riuscita iniziativa: in una strepitosa cornice, quale è il giardino della villa, la sera di sabato si sono esibiti i giovani solisti del “Vox artis” del Centro studi vocali Nova Cantica di Belluno, diretti da Luciano Borin, con un repertorio di brani musicali di generi e stili diversi, che ha spaziato dal lirico al moderno. E non poteva mancare un omaggio a Claudio Baglioni: un profilo del cantante e del suo rapporto con l’Agordino è stato tracciato da Mariangela Bognolo di Radio Retetop95 in una conferenza tenuta domenica sera.

 

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