Tuesday, 26 September 2017 - 12:47

Terre e rocce da scavo, e il decreto di ferragosto che cambia le regole. Tramontin: “Che senso ha pubblicare un decreto il 7 agosto che entra in vigore il 22?

Ago 9th, 2017 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

“Ma che senso ha pubblicare il 7 agosto un decreto del presidente della Repubblica che stravolge per le imprese edili le procedure per la gestione delle terre e rocce da scavo?”

E’ questo il commento immediato del presidente provinciale del mestiere Edilizia di Confartigianato Belluno, Paolo Tramonin alla notizia della pubblicazione del DPR n.210/2017 che entrerà in vigore il 22 agosto 2017.
Tramontin non ci sta a tale situazione e rincara i commenti: “Il decreto era pronto da mesi. La sua pubblicazione in questi giorni di inizio agosto non è che una chiara dimostrazione di incompetenza. Siamo alla vigilia di una settimana di ‘ferie nazionali’ e le imprese il giorno dopo il rientro dovrebbero essere pronte alle nuove procedure? Come si fa? Questa è l’ennesima dimostrazione che lo Stato non è dalla parte delle imprese. Fa di tutto per ostacolarle, ma senza di noi come pensa di fare: diamo occupazione, paghiamo le tasse, contribuiamo al destino del nostro Paese”.
Il DPR n. 120, infatti, manda in pensione tutte le procedure finora adottate, introducendo nuova modulistica e nuovi tempi di comunicazione. Per effettuare gli scavi le aziende – finora – potevano comunicarlo anche un attimo prima dell’inizio, dal 22 agosto prossimo tale comunicazione dovrà essere inviata con almeno 15 giorni di anticipo.
“Come aziende chiediamo di avere il tempo per acquisire questa nuova modulistica, ma anche i tempi operativi per farlo. Chi pensa di operare alla riapertura dei cantieri non potrà farlo, non avrà rispettato i 15 giorni di anticipo e arriveranno multe”.
C’è poi la questione costi, che non è secondaria nella faccenda. Il Decreto, infatti, introduce la possibilità per l’ARPAV di effettuare verifiche anche dopo che la chiusura dei lavori, i cui costi verranno addebitati all’impresa che ha effettuato lo scavo e il riutilizzo delle terre e rocce. Sono costi che ben difficilmente le imprese possono prevedere e quindi richiedere ai committenti.
“Ancora costi da sopportare, che vengono solo a gravare i bilanci di aziende di un settore, che non è ancora ripartito dopo la crisi” è il commento laconico del presidente Tramontin.
Confartigianato imprese Belluno al fine di informare le aziende del comparto organizzerà un incontro tecnico il prossimo 5 settembre presso la propria sede di piazzale Resistenza 8 a Belluno, mentre l’Ufficio Ambiente dell’Associazione resta a disposizione degli associati per informazioni al riguardo.
“Da tempo abbiamo seguito la nascita di questo provvedimento – precisa Maurizio Reolon responsabile dell’Ufficio Ambiente di Confartigianato Imprese Belluno – e per primi abbiamo evidenziato al Ministero le incongruenze e le difficoltà interpretative che esso implica. Continueremo a sollecitare il Ministero affinché sia disponibile a fornirci i chiarimenti indispensabili, nel frattempo supporteremo le imprese nel cambiamento della procedure operative, concordandole con le altre Associazioni di Confartigianato!”

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