Friday, 22 September 2017 - 13:43

Report II° trimestre industria bellunese e trevigiana. Produzione in aumento +4,1% Treviso e +2,5 Belluno

Ago 9th, 2017 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Camera di Commercio, sede di Belluno

Come anticipato dagli indicatori previsionali, l’industria manifatturiera trevigiana e bellunese ha conosciuto un secondo trimestre particolarmente positivo su tutti i fronti. In linea anche con gli andamenti regionali e nazionali del comparto.

Prendendo a riferimento l’indicatore della produzione, a Belluno essa è cresciuta del 2,5% su base annua, in linea con il dato regionale (2,6%); mentre a Treviso essa si attesta al +4,1% su base annua. Per entrambe le province il grado di utilizzo degli impianti si riporta attorno al 76%. Questo, in sintesi, è quanto emerge dalla consueta indagine “Veneto-Congiuntura” realizzata da Unioncamere del Veneto: basata su campioni statisticamente rappresentativi di 100 imprese per la provincia di Belluno (per un totale di 3.600 addetti), e di 260 imprese per la provincia di Treviso (per un totale di 11.400 addetti).

Mario Pozza

“Finalmente numeri nettamente positivi, senza sfumature di incertezza – commenta il Presidente della Camera di Commercio, Mario Pozza. “E’ andata bene la produzione – prosegue – il fatturato è cresciuto a ritmi ancora più sostenuti, grazie soprattutto alla ripartenza della domanda internazionale. E i dati stessi ci dicono che questa componente della domanda resterà sostenuta anche per i prossimi mesi: infatti, la raccolta ordini dall’estero è cresciuta del +5,6% a Treviso rispetto allo scorso trimestre, e del +9,8% a Belluno.”

“La cosa ancor più interessante che emerge dai dati – evidenzia Pozza – è l’estensione dei buoni risultati a tutti i comparti del manifatturiero. Se guardiamo infatti ai dati regionali, ancora più solidi statisticamente parlando, basati su quasi 1.500 interviste, le vendite si attestano su un trend annuo del +3,5% sia per i beni di investimento, sia per i beni intermedi, sia per i beni di consumo. Anche la micro impresa (5-9 addetti) ottiene risultati analoghi sui beni di investimento. Giusto una più lenta reattività al ciclo permane nella micro impresa legata ai beni di consumo e ai beni intermedi. Ma è davvero interessante – ci tiene a sottolinearlo il Presidente – questa performance della micro impresa focalizzata nelle tecnologie.”

“Certo – conclude Pozza – la politica economica dovrà fare il possibile per massimizzare i benefici di questa fase positiva della congiuntura internazionale, almeno finché dura. Migliorano le stime nazionali sul PIL di qualche “zero-virgola”, e questo non può che farci piacere. Resta tuttavia significativa la nostra minore velocità di crescita, come sistema Paese, rispetto agli altri partner europei, che rischia di non essere sufficiente per risolvere i malanni che ci portiamo dietro dalla crisi. Due su tutti: la possibilità di riassorbire l’ampio stock di crediti deteriorati, in pancia alle banche; una più sostenuta risalita dei salari reali, che ridarebbe fiato al ciclo dei consumi interni, che ancora accusa dei differenziali importanti non solo rispetto alla Germania ma anche rispetto alla Spagna.

“Il vero problema che vedo all’orizzonte – insinua Pozza – è l’imminente ciclo elettorale: nella migliore delle ipotesi, rischiamo solo di perdere tempo. Ma non mi si prenda per disfattista. A fronte di questi dati positivi dell’economia mi sento solo in dovere di richiamare la politica alla sue responsabilità: affinché possano essere assunte scelte strategiche senza guardare troppo ai cicli del consenso.”

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