Friday, 24 November 2017 - 13:06

Referendum. Azzalin (PD): “Altri 700mila euro per la propaganda. Un imbroglio che i veneti pagheranno a caro prezzo, in tutti i sensi”

Ago 3rd, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

 

Graziano Azzalin

“Altri 700mila euro destinati alla propaganda, un ulteriore sperpero di risorse non per favorire l’esercizio di un diritto, ma finalizzato all’autopromozione del presidente Zaia”.

Questo il giudizio del consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin sulla delibera di Giunta approvata e ora all’esame della Prima commissione: nuove risorse, 700mila euro, per il Piano di comunicazione del referendum del 22 ottobre.

“A distanza di pochi mesi il budget è più che raddoppiato, passando da 500mila a un milione e 200mila euro, un aumento del 140%. Nei giorni scorsi Zaia aveva detto che eravamo solo all’inizio e purtroppo ha mantenuto la promessa. Non solo i banner sui siti delle Ulss e l’invito/obbligo per i dipendenti amettere il logo del referendum nelle proprie mail, adesso un nuovo stanziamento, quando altrove, in settori ben più importanti per la vita quotidiana dei veneti, non si trovano risorse. Siamo alla vigilia di Ferragosto, magari vedremo in spiaggia gli aerei che passano con gli striscioni per ricordare di andare a votare il 22 ottobre. Da qui al referendum saremo inondati dalla propaganda, ogni cittadino sarà sommerso da messaggi per ‘poter esercitare il diritto di voto’, facendo passare l’idea, falsa, che così si potrà ottenere l’autonomia. Ma non è vero, è un imbroglio che sarà pagato a caro prezzo”.

“E parlare di imbroglio non è un’offesa. Zaia cita il via libera della Corte Costituzionale, ma la Consulta ha ribadito che è una scelta puramente politica, che non incide in alcun modo su quella che eventualmente sarà la trattativa con il Governo. Ma il presidente Zaia ha puntato sul referendum tutte le sue fiches. Che ammontano a più di 14 milioni, perché dobbiamo aggiungere i costi indiretti per una macchina amministrativa tutta volta alla consultazione del 22 ottobre. E questo mentre l’Emilia Romagna, gratis, va direttamente a trattare con Roma. La democrazia non è partecipare per partecipare, ma partecipare per poter decidere. E i veneti devono sapere che con il loro voto non decideranno niente”.

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