Saturday, 18 November 2017 - 21:41

Ancora in carcere i 6 italiani arrestati al G20 di Amburgo. Interrogazione dell’onorevole Erasmo Palazzotto. Presidio all’ambasciata tedesca a Roma

Lug 27th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Erasmo Palazzotto, deputato

“È intollerabile il silenzio del nostro Governo e del ministro degli Esteri Alfano sulla condizione dei sei cittadini italiani detenuti in Germania dopo le manifestazioni di Amburgo. Ai sei italiani, finiti nelle maglie di una repressione insensata, trattenuti in carcere da oltre 15 giorni in regime di isolamento, è stato negato il rilascio su cauzione e gli arresti domiciliari in Germania. Trattati come pericolosi criminali pur essendo le accuse a loro carico decisamente irrisorie. Ho chiesto un incontro all’Ambasciatrice Tedesca in Italia Susanne Wasum-Rainer”.

Lo dichiara l’onorevole Erasmo Palazzotto (Sinistra italiana – Sinistra ecologia e libertà – Possibile) in relazione ai fatti chje hanno coinvolto anche i due giovani bellunesi  Maria Rocco e Fabio Vetorel.

“La sensazione – prosegue Palazzotto – è che il governo tedesco cerchi un capro espiatorio per l’incapacità dimostrata dalla polizia nella gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G20 ad Amburgo. Non possiamo accettare che i diritti e la dignità di nostri cittadini siano calpestati in questo modo senza che il nostro Governo faccia nulla. Il Ministro Alfano si è distratto o forse questi ragazzi sono considerati cittadini di serie B? O forse, non essendo due Marò hanno meno diritto ad essere difesi dal proprio Paese?
Su questa inquietante vicenda ho presentato un’interrogazione urgente al Ministro degli Esteri per chiedere chiarimenti rispetto alla posizione del Governo Italiano”.

Oggi, giovedì 27 luglio, alle ore 16 una delegazione di Sinistra Italiana parteciperà al presidio davanti all’Ambasciata tedesca, in via San Martino della Battaglia a Roma, per chiedere la liberazione degli italiani ingiustamente detenuti in Germania.

Ecco il testo dell’interrogazione dell’onorevole Erasmo Palazzotto

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
– Per sapere
– premesso che:
a seguito degli incidenti avvenuti nella città di Amburgo nel corso delle proteste contro il vertice del G20 nella notte tra il giorno 7 e 8 Luglio 2017 la polizia tedesca traeva in arresto numerosi manifestanti;
in particolare tra i numerosi fermati figuravano 16 cittadini italiani;
numerose sono le denunce dei comportamenti estremi da parte delle forze dell’ordine e un particolare accanimento nei confronti dei manifestanti provenienti dal nostro paese;
tutti i fermi sono stati effettuati basandosi su indizi assolutamente risibili e arbitrari;
nel complesso sui 51 fermi di polizia, per la maggioranza di cittadini non tedeschi, la questi totalità si è rivelata basata su elementi arbitrari;
ad oggi risultano ancora trattenuti presso le carceri tedesche sei cittadini italiani: Emiliano Puleo, Riccardo Lupano, Orazio Sciuto, Alessandro Rapisarda, Maria Rocco e Fabio Vetorel.
La quasi totalità dei cittadini di nazionalità tedesca risulta, invece, già scarcerata;
le condizioni di trattenimento dei nostri connazionali sono da considerarsi contrarie alle norme europee, come per altro testimoniato dal deputato tedesco Martin Dolzer, con difficoltà nel contatto con gli avvocati, divieto di accedere alla biblioteca del carcere, difficoltà nella consegna dei pacchi con vestiario provenienti dall’italia;
in nessun caso sono emersi elementi probatori tali da giustificare il trattenimento in carcere dei nostri connazionali, addirittura nel caso della Rocco la stessa è stata tratta in arresto mentre portava soccorso ad una ragazza ferita con una frattura scomposta alla gamba;
grave appare l’accanimento esercitato contro i manifestanti non tedeschi, tanto nei giorni delle manifestazioni quanto nel corso degli adempimenti successivi e nelle condizioni carcerarie;
particolare accanimento traspare anche dal rifiuto delle autorità tedesche di concedere ai nostri connazionali misure alternative alla permanenza in carcere quali il “rilascio su cauzione” e la “domiciliazzazione” in territorio tedesco;
altrettanto grave e, a giudizio dell’interrogante, evidente appare la volontà delle autorità tedesche di coprire mancanze ed eccessi del sistema di sicurezza attraverso iniziative puramente repressive scaricando sui manifestanti non tedeschi comportamenti violenti pur in mancanza di ogni evidenza probatoria;
in questo contesto appare mancante un’iniziativa decisa e concreta da parte del ministero degli esteri che rafforzi l’azione dell’ambasciata in Germania.
Soprattutto in considerazione della mancanza di elementi probatori a carico degli arrestati e delle scarsa consistenza dei reati ascritti che non risultano compatibili con la carcerazione
– quali iniziative il ministro interrogato abbia intrapreso per ottenere la scarcerazione dei sei cittadini italiani attualmente ancora reclusi presso istituti carcerari tedeschi;
–  quali interventi siano stati realizzati per verificare le condizioni di detenzione dei connazionali citati nel testo della presente interrogazione
–  se siano stati chiesti adeguati chiarimenti, e quali eventuali siano state le risposte da parte delle autorità tedesche, a seguito delle precise e gravi accuse in merito ad accanimento nei confronti dei manifestanti di nazionalità italiana;
–  se non si ritenga grave la violazione dei diritti civili esercitata nei confronti dei manifestanti durante il vertice G20 di Amburgo.

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