Thursday, 14 December 2017 - 04:22

Collegamento sciistico Alta Pusteria – Comelico: un progetto sinergico di vallate confinanti tra incantevoli paesaggi e antiche testimonianze

Lug 26th, 2017 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Tre Cime di Lavaredo (foto Nicola Grandesso)

Comelico Superiore – Val Pusteria –  In queste settimane stiamo osservando la salita alla ribalta di questa stupenda area posta tra l’alta valle del Comelico e l’inizio della Val Pusteria. Un angolo incantevole dalle inarrivabili caratteristiche naturali disegnate da sorgenti d’acqua e dominate da monti tra i quali spiccano le Tre Cime di Lavaredo e non solo. Da almeno duemila anni territorio di confine che non escludeva ed esclude relazioni, rapporti: oggi con la provincia di Bolzano, l’Austria ed il Friuli Venezia Giulia. Ieri tra la X Regio della Venezia ed Istria e il Norico, successivamente tra l’Impero Asburgico e la Serenissima e l’impero Austro-Ungarico. Collocazione che certamente ne avrà influenzato la sua storia ed evoluzione.

Da qui ne discende il fascino particolare che emana allorquando si cerchi di penetrarne le vicende del passato e del presente. Molti sono, infatti, gli angoli di visuale dai quali cercare di comprenderne i vari passaggi nei millenni e nei secoli sino ai giorni nostri. Tutto questo perché quando si intenda incidere con progetti di grande portata e impatto ambientale non si tenda a commettere l’errore di ignorare tali entroterra per il timore di apparire arretrati. Difatti dalla nostra parte abbiamo la fortuna di poter fare tesoro degli errori altrui, seppur questi siano stati commessi a pochi chilometri e da comunità più ricche della nostra. E, pertanto, per non rischiare sbagliare con enunciazioni teoriche entriamo decisamente nel terreno pratico del collegamento sciistico Val Pusteria Comelico Superiore. Se ne sta argomentando da diversi anni ed ora sembra proprio che si sia ai blocchi di partenza. Purtuttavia senza toccare il tasto delle opportunità e dei possibili nodi o aspetti negativi, che pur esistono in termini di cambiamenti climatici e minori precipitazioni nevose verificatesi anche la scorsa stagione invernale, vorremmo far presenti le nuove realtà e acquisizioni registrate in questi ultimi anni con l’arricchimento di scoperte antiche e più recenti. Il riferimento è all’individuazione e indagine dell’accampamento romano posto in prossimità del confine con la provincia di Bolzano, nel comune di Comelico Superiore ed il complesso di trincee e resti della Prima Guerra Mondiale, nonché i 18 bunker realizzati 80 anni da restaurare, poi le rilevazioni Lidar cioè riprese aeree all’infrarosso di questa ed altre aree comelicesi.

Un insieme di nuove letture di cosa nasconda il territorio e che s’inserisce in studi del topografo calaltino Alessio De Bon del secolo scorso, effettuati su percorsi viari di età romana, che salendo lungo la valle del Piave toccando una serie di stazioni archeologiche , solcano l’alto Comelico per inoltrarsi nella Val Pusteria e via per il Tirolo sino ad Augusta in Germania. Per non allontanarci troppo rimaniamo al Comelico Superiore toccando pure, con la via romana la fascinosa Valgrande e le sue acque minerali che escono dal sottosuolo e scrosciano lungo il pendio. Quindi le Terme , chiuse da troppo tempo, dopo un controverso avvio. E poiché paiono tornate d’attualità perché non rinominarle Terme romane di Valgrande contando di come la via dei nostri progenitori amanti delle acque curative transiti proprio da quelle parti? Orbene con l’auspicio di un ottimo rapporto di collaborazione con i pusteresi e il loro notissimo rappresentante Franz Senfter, c’è da ritenere che non si possa prescindere da quanto realizzato sinora. Cioè dalle ottime basi conseguite e che abbiamo esaminato, proprio dalla lungimiranza di Arrigo De Martin responsabile e anima del Museo “Algudnei” grazie al quale si sono avuti i finanziamenti per realizzare gli scavi archeologici, nell’ambito della accampamento con le datazioni al C 14 che l’hanno collocato tra il IV e il V sec.d.C. , le rilevazioni Lidar su cui lavorare e proseguire con la valorizzazione delle potenzialità del territorio sulle quali sta operando la Cooperativa “Lassù” guidata dall’architetto Daniela Zambelli .Vale a dire di come l’enorme progetto di un carosello sciistico , che si avvale di milioni di euro dei fondi di confine, non possa e non debba estraniarsi dalle chiare potenzialità derivanti dai beni culturali presenti e che meritano ulteriori evoluzioni e valorizzazioni con estese ricerche stratigrafiche e progetti di fruizione al pubblico.

Proprio perché sia possibile andare oltre la sola stagione invernale con richiami storico-archeologici rivolti ad un turismo dolce e altamente culturale.

Eugenio Padovan

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