Monday, 25 September 2017 - 00:53

A filò con Manrico Dell’Agnola, alpinista, scrittore e fotografo

Lug 26th, 2017 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Eventi, sport, tempo libero, Pausa Caffè

Manrico Dell’Agnola, già Pelmo D’Oro per la Cultura Alpina, sarà ospite nell’ambito della ventesima edizione del Premio che si svolgerà a Mel, venerdì 28 luglio alle ore 21 presso la Sala Affreschi del cinquecentesco Municipio
zumellese.

Manrico Dell’Agnola

Condurrà la serata il giornalista Edoardo Comiotto che proporrà un incontro dialettico con il pubblico interloquendo con il noto e stimato alpinista e gli intervenuti. Si preannunciano pertanto delle coinvolgenti “scalate emozionali” per tutti i presenti.
Faranno da supporto al “filò” dei filmati di Dell’Agnola che tracceranno i momenti salienti dei poliedrico cultore della montagna che ama frequentare non solo come alpinista, ma anche come persona che ne sa apprezzarne la grandiosità, i suoi silenzi, le sue suggestioni.
Manrico Dell’Agnola di professione è fotografo e creativo nel settore pubblicitario, collabora con riviste e aziende del settore e non, contribuisce con foto e testi alla stesura di libri e guide di montagna; è Accademico del CAAI e socio del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).
Nell’ottobre del 2002 ha presentato “Uomini fuori posto” ed. Rocciaviva, prima opera autobiografica che ha riscosso un notevole consenso. Manrico inoltre è autore di sette calendari e ora sta lavorando ad altre pubblicazioni. Per tre anni ha diretto la prestigiosa rivista del Club Alpino Accademico.
Manrico, nato ad Agordo nel 1959, risiede a Mel. La sua passione per la montagna la ha nel suo Dna, tant’è che sin da giovanissimo inizia le sue prime escursioni. A dodici anni sale la sua prima cima, l’Agner e i sui genitori, preoccupati per la sua incolumità, ne ostacolano l’attività, che da maggiorenne inizia la sua lunga carriera che l’ha portato a salire un migliaio di vie fra le quali varie prime e circa trenta vie nuove specializzandosi nell’arrampicata veloce, sia in cordata che in solitaria, salendo anche più vie in poche ore.
Inizia così le solitarie della via della Libertà sugli strapiombi sud della Torre Venezia in Civetta, Dolomiti, in solitaria slegato le cinque classiche della Torre Venezia (Civetta), Tissi, Andrich, Ratti, Livanos, Castiglioni, in sole si ore, la via PhilippFlamm alla parete N-O (Civetta), 2 ore e 40, la via Simon-Rossi alla parete nord del Pelmo e la via Solleder-Lettenbauer alla parete N-O del Civetta in 11 ore totali con spostamenti, camminando e in mountain bike.
In cordata con Alcide Prati ha salito numerose via come la via Cassin e Carlesso alla Torre Trieste (Civetta) in 7 ore; la via Comici alla Grande, via Cassin alla Ovest e Spigolo Giallo (Tre Cime di Lavaredo- Dolomiti) in 8 ore; via Philipp-Flamm e via Solleder-Lettenbauer alla parete N-O (Civetta ) in 17 ore; via Viddesot-RudatisRittler,
spigolo della Busazza (Civetta) e via Gilberti, spigolo dell’Agner in 12 ore.
Manrico ama non solo le montagne dolomitiche e italiane, ha salito per sette volte il Capitan, Yosemite Valley, California: via Nose, via Triple Direct e via Salathè. La Salathè è stata fatta in un solo giorno con Ivano Zanetti, nel 99 invece sale in quattro giorni la via Zodiac VIII grado e A4 e nel 2008 Tangerine Trip, Mescalito ed East
Buttres.
Ha partecipato a una spedizione al monte Meru in Himalaya e a tre spedizioni in Patagonia Argentina e Cilena; è stato in Africa, India meridionale, Canada, Pakistan, Thailandia, Messico, Perù, Marocco, Norvegia e Inghilterra.
Nel 1997 all’isola di Baffin (Arcipelago Artico Canadese) ha salito quattro vette vergini con alcuni amici e la moglie Antonella e nel 1998 ha intrapreso due nuove vie (rispettivamente di 800 m e 1100 m) con difficoltà fino all’VIII inferiore su cime vergini; durante questa salita è stato girato un film.
Nella primavera del 2000 con la moglie e altri due alpinisti attraversa la Groenlandia in autonomia da est a ovest, 650 Km. in 32 giorni di marcia con temperature oltre i meno 35 gradi; alla fine del 2002 ha compiuto un’importante traversata parziale da nord a sud dello Hielo Patagonico Sur in 39 giorni.
Nella primavera del 2004 con Mario Manica, Giorgio Meneghetti e Antonella hanno aperto una via nuova sul Tepui Acopàn, Gran Sabana Venezuelana.
La sua attività alpinistica continua con la stessa passione e con lo stesso entusiasmo di quel bambino che guardava estasiato le pendici dell’Agner.

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