Thursday, 17 August 2017 - 11:49

Lupi in Veneto. Legambiente: La Regione riduca i tempi dei risarcimenti e sostenga i costi per la prevenzione

Lug 17th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Pochi giorni fa veniva annunciato un piano di gestione del lupo, con il quale – a detta della Giunta veneta – si dovrebbe risolvere il problema della presenza del lupo. “Ennesimo annuncio – dichiara Angelo Mancone, responsabile fauna e aree protette di Legambiente Veneto – di una Regione che da quattro anni non viene a capo del problema, dimostrando la propria schizofrenia politica: da una parte aderisce al progetto WolfAlps, unica misura in atto sul problema lupi, dall’altra giura di non volere i lupi”.

 

Luigi Lazzaro, presidente Legambiente

“Sconcerta che in questi giorni – sottolinea Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – prima il Consiglio Regionale approvi una mozione ricca di inesattezze istituzionali e conoscitive, ma buone per ammansire gli anti-lupo (cosa c’entrano i soldi dei Life con gli aiuti alle famiglie? Come possono favorire la presenza dei lupi azioni di studio finalizzate a seguire da vicino l’insediamento dei lupi in un determinato luogo?) e per giustificare la richiesta di uscita dal progetto WolfAlps. Poi, il 13 luglio, la Giunta annuncia che proseguirà con il progetto Wolfalps fino alla sua scadenza naturale di maggio del 2018 attraverso l’adozione delle misure ordinarie di prevenzione. E’ un caso che le misure di prevenzione vengano citate solo in relazione al progetto WolfAlps? Cosa devono aspettarsi gli allevatori dal prossimo anno? Di recinzioni e altro non se ne parlerà più?”

A queste misure definite “ordinarie” viene contrapposta l’azione “forte, di natura straordinaria” che mira a catturare e traslocare i lupi. Sarà anche forte, nelle intenzioni della Giunta, questa azione, ma sarebbe anche impotente contro la biologia del lupo, che, inevitabilmente si reinsedierebbe in un territorio che è favorevole per lui, o ancora peggio, sarebbe oggetto di incursioni di lupi presenti in aree vicine – precisa l’associazione ambientalista.

“Ancora più risibile la proposta di “carcere a vita” di alcuni lupi –insiste Angelo Mancone -, unica proposta vera della delibera, inutile sul campo, perché le aree verrebbero ricolonizzate in breve tempo, pessima eticamente e costosissima per la collettività (i lupi in cattività vivono anche oltre 15 anni, le risorse economiche necessarie a questa misura supererebbero di molto quelle per la prevenzione cosiddetta “ordinaria”)”.

Due azioni dunque – la captivazione (ovvero detenzione) e traslocazione – che mostrano ancora una volta come la Regione Veneto decide sulla base degli umori della piazza senza saper tradurre in azioni istituzionali i risultati di studi e di esperienze, che ormai abbondano anche in Italia ma che faticano a diventare patrimonio conosciuto dal Consiglio e dalla Giunta Regionale, che sembra non curarsene.

“Decisioni – precisa Luigi Lazzaro – che ignorano anche le norme che regolano la presenza dei predatori in Europa e in Italia. Ulteriore esempio della sciatteria che connota le azioni della Regione Veneto in materia. Come dimenticare la bocciatura che proprio il 13 luglio (mentre la Giunta annunciava il suo piano sul lupo) la Corte Costituzionale ha fatto della legge regionale 27 giugno 2016, n. 18, il cosiddetto ‘Collegato agricoltura, caccia e pesca’?”

Legambiente tiene a ribadire che: i tempi dei risarcimenti devono essere ridotti, i tavoli di lavoro sul lupo debbano essere convocati e lì si debbano discutere le misure adottabili (e non le bizzarre idee che alcuni personaggi avanzano sulla scorta solo della lettura di Cappuccetto Rosso) a partire dai numeri delle prede naturali della specie (ungulati , in primis il cinghiale) e delle aree seminaturali e naturali presenti in Veneto (percentuale del territorio regionale), a dimostrare l’importanza della presenza di un predatore di altre specie selvatiche e la piena possibilità di presenza del lupo in Veneto, sempre che la Regione si impegni a: sostenere i costi della prevenzione (cani da guardiania, compreso il mantenimento, le recinzioni, la presenza di custodi al pascolo che garantiscano anche la corretta gestione del pascolo semibrado e brado) per gli allevatori che usano tale pascolo nelle aree di presenza della specie. (stima dei numeri di allevatori in quelle aree e dei relativi costi).

A cinque anni dalla presenza dei primi lupi in Veneto è così difficile aspettarsi misure di elementare buon senso?

 

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