Tuesday, 17 October 2017 - 11:23

Chiude il Punto Enel in via Simon da Cusighe * di Mauro De Carli

Lug 12th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro Economia Turismo, Riflettore

Mauro De Carli – Segretario generale Cgil Belluno

Già da diversi mesi si paventava da parte dell’ENEL la possibilità di chiusura al pubblico nel corso del 2017 di alcuni Punti Enel, peraltro collocati nelle provincie montane, con il riassorbimento ad altre funzione di circa una quarantina di addetti. Ci è stato annunciato infatti che 9 Punti Enel, tra i quali l’unico nel territorio della Provincia di Belluno (via Simon da Cusighe), verranno chiusi all’utenza, non più a disposizione delle necessità immediate della clientela nuova o vecchia.
La preoccupazione della CGIL e della categoria che assiste i dipendenti ENEL la FILCTEM, sta nel veder allontanato qualsiasi servizio al cittadino da parte di questa società, cosa che peraltro accade anche per altri soggetti di valenza nazionale e che hanno avuto e mantengono una rilevante partecipazione azionaria statale (vedi Poste).

La scelta di chiusura che sta per calare sul Punto Enel di Belluno rischia di sommarsi, sempre nel solo Bellunese, ad una gestione delle nuove assunzioni che non colmerebbero il numero delle uscite del personale anziano, personale indispensabile in quell’opera di salvaguardia degli impianti e delle linee, della loro manutenzione e messa in efficienza.
Oggi lo sportello di Via Simon da Cusighe a Belluno permette, in quanto centrale per il vasto territorio della provincia, di convogliare qualsiasi richiesta commerciale o di assistenza, che cittadini o aziende volessero discutere direttamente con gli operatori dell’ENEL, ed ottenere risposte esaurienti e veloci alle loro necessità. In particolare la sua importanza è sancita dall’essere l’unico punto fisico di interlocuzione per il “mercato a Maggior Tutela” (quello calmierato trimestralmente dall’Autority), mercato che oggi viene utilizzato da circa 23 milioni di utenti in Italia e che ”incredibilmente” risulta essere quello con le tariffe maggiormente convenienti per i consumatori. Domani questo interfaccia diretto verrebbe a mancare.
L’ENEL invece avrebbe stabilito che le potenzialità commerciali e logistiche presenti a Belluno, queste le motivazioni della chiusura, non sarebbero in linea con il mantenimento del personale e del servizio; una motivazione che viene spesso esibita per dismettere un interesse complessivo verso la nostra Provincia; lo continuiamo a vedere nel settore delle Poste, addirittura nel servizio bancario o in quello dell’investimento in spazi commerciali.
Ci spiegano che potremo avere la stessa assistenza commerciale o tecnica rivolgendoci nelle provincie limitrofe (credo Treviso), o attivando servizi presso negozi-Partner; di solito il risultato in qualità e tempistiche non è lo stesso, con disagi per la clientela.

Se rispondiamo singolarmente a queste iniziative aziendali, rischiano di non avere alcun risultato, se invece la rappresentanza istituzionale dei cittadini, quindi comuni e Provincia, fanno fronte comune, magari definendo in primis quali sono i servizi minimi al territorio sotto i quali non si deve scendere, ed iniziano ad agire con le società per garantirli alla comunità locali, probabilmente riusciremo ad ottenere qualcosa di concreto; nel caso dei Punti Enel da chiudere l’elenco presenta anche quelli di Trento e Bolzano e sarebbe interessante capire come ci si sta muovendo in quelle provincie, poiché credo che Belluno non dovrebbe avere meno diritti dei territori limitrofi.
La CGIL chiederà quindi al comune capoluogo e alla Provincia di intervenire, perché crediamo che L’ENEL debba dare ritorno a Belluno di qualche restituzione, almeno in termini di servizio alla comunità, oltre a garantire un idoneo presidio del territorio sulle tante dighe e centrali qui presenti.

Mauro De Carli – Segretario generale Cgil Belluno

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