Friday, 23 February 2018 - 22:26

Botta e risposta Spes – Gamba

Giu 21st, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Con un comunicato stampa diramato ieri, la Spes Belluno, nell’intento di “fare giusta luce circa alcune situazioni, a tutela e garanzia delle persone, dei propri tesserati e relative famiglie, nonché a tutela dell´importante lavoro che giornalmente viene svolto a favore di quasi 200 giovani tesserati ed oltre 150 famiglie bellunesi che ci hanno concesso la loro fiducia ed affidato i propri figli” precisava  che “nell´assumere ed accettare il dispositivo del Gip, in virtù del fatto che le azioni condotte, se non penalmente perseguibili, come annunciato ai media dagli stessi interessati Gamba Paolo e De Mari Giambattista in conferenza stampa congiunta, si sono verificate “non congrue” dal punto di vista tributario.

“Il giorno 21 aprile – precisa la nota del Consiglio direttivo della Spes –  è stato notificato a Spes Belluno il verbale di constatazione della Guardia di Finanza nel quale, a seguito dell´azione di incasso in contanti di euro 8.000 da parte di Gamba, si rileva la revoca del beneficio fiscale della legge 398/91, la cui conseguenza è una serie di violazioni in ambito I.V.A. ed Ires con un sanzione certa di alcune decine di migliaia di euro.

Spes Belluno è stata invitata, nella mattina del 23 maggio, da persone vicine al sig. Gamba, a rendersi disponibile al dialogo con lo stesso per poter risolvere le situazioni. Richiesta alla quale la società Spes ha aderito, ben chiarendo che si sarebbe dovuto discutere assolutamente della problematica tributaria, ma anche di quella debitoria, ereditata dalla società e relativa alla gestione del settore agonistico di B2. Situazione il cui ammontare è di oltre 20.000 euro verso più creditori, tra i quali fornitori ed atlete ed in buona parte sanate dalla società.

Spes Belluno, nonostante si sia resa disponibile in tutti i modi per addivenire ad un accordo amichevole, sollecitando ripetutamente la controparte e mettendola davanti alle proprie responsabilità, causa di rilevanti danni economici e di immagine, rileva con dispiacere il totale, reale, disinteresse da parte del sig. Gamba, dal quale non è pervenuto alcun cenno fattivo e formale.

A questo punto – conclude la nota – si ritiene giusto che l´opinione pubblica, della quale fanno parte anche le famiglie che ci affidano i loro figli, sia messa al corrente della situazione in cui Spes si trova ad operare senza che siano pervenuti segnali e manifestazioni di volontà dirette a sanare l’esposizione debitoria ereditata dalla passata amministrazione ed a rimuovere le gravi ricadute fiscali, sempre alla stessa collegate”.

Oggi la risposta di Paolo Gamba, candidato sindaco al Comune di Belluno. «Spiace constatare che qualcuno usa come strumento di lotta politica perfino una società sportiva
a me cara». «La società pallavolo Spes, per la quale, come presidente, ho contribuito con decine di migliaia di euro di tasca mia, tutti documentati, fa uscire un comunicato che denigra la mia persona a tre giorni dal ballottaggio – afferma Paolo Gamba -; stessa mossa di qualche mese fa, quando la Spes mi aveva portato in giudizio per impedire la mia candidatura. Ricordo che sono stato
completamente scagionato».
«Forse sono troppo scomodo? – prosegue Paolo Gamba – Una città dove il relatore in Parlamento
del caso Ruby Rubacuori invita a votare il mio amico Franco Gidoni pur sapendo che è consigliere
regionale, dove il Movimento 5 stelle propone come assessore l’ex Forza Italia
Lorenzo Bortoluzzi, dove parte del PD vota contro se stesso… mi fa pensare solo una cosa: che do’
fastidio. E per fortuna che ero io quello gestito dai partiti. Non sono un oratore, sbaglio i
congiuntivi, ma sono una persona onesta e chi mi conosce o ha lavorato con me lo può
confermare. Mi ritrovo alla vigilia del ballottaggio con oltre 20 punti percentuali di ritardo rispetto al sindaco uscente e nonostante questo mi massacrano. Mi spiace solo per la città e per le tante brave persone che la popolano: dopo domenica, non dovessi farcela, tornerò al mio lavoro e Belluno
resterà nello stato in cui si trova adesso».

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