Friday, 17 August 2018 - 00:16

Amministrative 2017 Belluno. Gamba: “Se lunedì sarò sindaco fermerò le richieste di centraline sul Piave attraverso l’istituzione di un parco”

Giu 20th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

«Per fermare le centraline sul Piave non basta dire ‘no’: bisogna avere gli strumenti giusti per contrastare in maniera attiva le richieste di derivazione idrica. Ho studiato la questione e ho trovato la soluzione: costituire un parco di interesse locale. Ciò darebbe modo al Comune di
Belluno di imporre le proprie regole di salvaguardia».

Lo afferma il candidato sindaco Paolo Gamba, alla ricerca di una soluzione per contrastare i tentativi di aggressione idroelettrica sotto il Ponte della Vittoria. Lunedì Gamba è stato in Regione Veneto per mettere a punto la strategia per rigettare il progetto di centralina di Reggelbergbau srl e respingere tutti gli altri tentativi che dovessero essere posti in essere sul Piave nel territorio di Belluno.

«Se lunedì prossimo sarò il sindaco di Belluno – spiega Paolo Gamba – come primo atto porterò in
Consiglio Comunale l’istituzione di un parco di interesse locale, come previsto dalla legge regionale
numero 40 del 1984. A quel punto, basterà delimitare nel dettaglio la zona che ricade all’interno
del parco, per dettare noi le regole di gestione dell’area. Regole che potremo scrivere insieme alle
forze politiche che siedono in Consiglio, insieme ai cittadini e alle associazioni. L’articolo 27 della
legge dice espressamente che, con l’adozione dello strumento, “la zona o le zone prescelte sono
soggette al regime di salvaguardia”. In questo modo, non solo si metterà fine alla questione
centraline, ma si imporrà un vincolo anche a Terna, risolvendo due problemi in un colpo solo.
Voglio coinvolgere in questo progetto anche Ponte nelle Alpi e Limana, per porre un’unica linea di
difesa rispetto al tema idroelettrico ed elettrico».
«La costituzione del parco di interesse locale – prosegue Paolo Gamba – permetterà anche la
valorizzazione dell’asta del Piave come ambiente naturale, senza precludere un uso turistico.
Infatti, la normativa regionale dà la possibilità all’ente locale di proporre altre finalità coordinate. Il
Comune di Belluno potrebbe in tal senso perseguire la gestione della risorsa faunistica, la tutela
delle acque (con regimazione idraulica e riqualificazione paesaggistica delle Fontane di Nogarè e
delle risorgive di San Pellegrino e con la valorizzazione anche della valle del torrente Ardo e della
valle del Medon, fino a Pra de Luni) e la creazione di pacchetti turistici specifici, basati sulla pescaturismo e sull’escursionismo».

 

Legge regionale n. 40 del 16 agosto 1984
Art. 6 – (Misure temporanee di salvaguardia)
Nelle zone individuate ai sensi del precedente articolo si applicano, a partire dalla data di
pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione della deliberazione di adozione del piano
ovvero della deliberazione di approvazione dell’elenco previsto al secondo comma, oltre alle
eventuali altre misure di salvaguardia derivanti dall’adozione del Piano Territoriale Regionale di
Coordinamento, i divieti individuati tra i seguenti dal provvedimento del Consiglio regionale:
a) apertura di nuove strade, a eccezione di quelle al servizio dell’attività agro – silvo – pastorale;
b) esecuzione di tagli boschivi, anche parziali a eccezione dei tagli per la coltivazione del pioppo,
nonché di quelli necessari per evitare il deterioramento del popolamento, salvo quanto
previsto dalle successive prescrizioni;
c) riduzione a coltura dei terreni boschivi
d) movimenti di terreno e scavi suscettibili di alterare l’ambiente;
e) apertura di nuove cave e riapertura di quelle inattive da oltre un anno;
f) esercizio venatorio con esclusione della caccia di selezione;
g) interventi di bonifica di qualsiasi tipo;
h) interventi che modifichino il regime o la composizione delle acque;
i) raccolta, asportazione e danneggiamento della flora spontanea, e delle singolarità geologiche e
mineralogiche;
l) introduzione di specie animali e vegetali suscettibili di provocare alterazioni ecologicamente
dannose;
m) navigazione a motore sui corsi d’ acqua con motori superiori a Hp. 5 effettivi;
n) uso dei mezzi motorizzati in percorsi fuori strada, con esclusione dei mezzi necessari ai lavori
agricoli, alle utilizzazioni boschive e per i servizi di protezione civile e di rifornimento dei rifugi
alpini;
o) abbandono dei rifiuti;
p) altre attività specifiche che rechino danno ai valori tutelati dalla presente legge.
Art. 27 – (Parchi e riserve di interesse locale)
Le Province, le Comunità Montane, i Comuni e loro Consorzi, nonché le Comunità familiari
montane, anche associate tra loro, possono istituire nel proprio territorio, sempreché ciò non
contrasti con le previsioni del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento parchi e riserve
regionali di interesse locale, per i fini e secondo i principi di cui alla presente legge.
La individuazione del parco o della riserva è fatta dagli enti di cui al precedente comma nel
rispettivo strumento territoriale o urbanistico generale, che deve contenere altresì la delimitazione
della zona mediante una o più planimetrie.
Dalla data di adozione dello strumento la zona o le zone prescelte sono soggette al regime
provvisorio di salvaguardia previsto dal precedente art. 6.
Le Province, le Comunità Montane, i Comuni e loro Consorzi, nonché le Comunioni familiari
montane, anche associate, che abbiano istituito un parco o una riserva, provvedono alla loro
gestione anche avvalendosi di apposita azienda.
Per ciascuno dei parchi o delle riserve istituite ai sensi del presente articolo viene redatto un piano
ambientale, con i contenuti di cui al precedente art. 9, in quanto compatibili. Ai fini del
procedimento di adozione, deposito, pubblicazione e approvazione, tale piano è assimilato a un
piano attuativo di iniziativa pubblica.

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