Sunday, 22 July 2018 - 12:34

Piccoli scrive al presidente della Repubblica: “Non è un modello di civiltà quello Stato che fa figli e figliastri”

Giu 12th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“Nelle prossime ore scriverò una lettera al presidente Mattarella per invitarlo a Belluno. I bellunesi non possono più stare in silenzio di fronte all’ennesimo “inchino” dello Stato Italiano nei confronti dell’Alto Adige, ma soprattutto fare finta che non ci siano disparità di trattamento sempre più evidenti tra territori confinanti. Non è modello di civiltà quello che fa figli e figliastri!”.

Così si esprime il senatore Giovanni Piccoli all’indomani della visita del presidente della Repubblica in Alto Adige in occasione dei 25 anni dalla chiusura della vertenza altoatesina alle Nazioni Unite.

“Mattarella dice che l’autonomia dell’Alto Adige è un modello di civiltà. E’ una sua opinione e la rispetto, ma un modello di civiltà non può essere causa di differenze tra cittadini dello stesso Paese, come avviene da decenni a questa parte”.

“Mattarella compie gli stessi errori dei suoi predecessori, da ultimo Napolitano, ritenendo l’autonomia altoatesina come un dogma alla faccia di tutti quei territori ordinari che hanno le stesse caratteristiche, terre montane di confine con minoranze linguistiche al loro interno. Vorrei sapere dal presidente Mattarella perché quel “modello di civiltà” va bene solo per l’Alto Adige. Vorrei le motivazioni reali e non la solita scusa delle “ragioni storiche”, che ormai – francamente – non reggono più”.

“Solo in questi giorni abbiamo toccato con mano alcune incongruenze di questo sistema: il dibattito sulla legge elettorale – al di là delle dinamiche strumentali dei partiti – ha evidenziato come già si stesse pensando a un modello separato per il Trentino Alto Adige. Le elezioni comunali in Sicilia, invece, ci dicono che a Palermo un candidato sindaco non va al ballottaggio se ottiene il 40 per cento dei voti contro il 50 per cento richiesto altrove. Sono due casi diversi di come questo Paese – nonostante la crisi strutturale – vada avanti a più velocità istituzionali senza una ragione precisa”.

 

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