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lunedì, Giugno 1, 2020
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Innovazione e nuove competenze nel settore culturale e della comunicazione. Entro il 5 giugno le domande di contributo in Regione per gli enti di formazione accreditati

 

Alla vigilia dell’Anno europeo del patrimonio culturale, indetto dalla Commissione europea per il 2018, la Regione Veneto gioca d’anticipo e investe la ‘carta’ dei fondi comunitari Fse (Fondo sociale europeo) per sostenere progetti formativi volti a sviluppare nuove competenze digitali e aiutare le imprese del sistema creativo e culturale a diventare volano di sviluppo economico. E’ questo l’obiettivo del bando “Cultura come investimento” indetto dalla Regione e finanziato con i fondi Fse, in scadenza il 5 giugno, rivolto agli enti di formazione accreditati. I migliori progetti formativi selezionati avranno accesso ai contributi Fse (fino ad un massimo di 80 mila euro a progetto) per un impegno complessivo di spesa di un milione di euro.

“Il comparto della cultura e delle imprese creative rappresenta una straordinaria potenzialità economica in una regione, come il Veneto, ricca di arte, storia e siti monumentali , che vanta il maggior numero di siti Unesco e il maggior numero di presenze turistiche in Italia – sottolinea l’assessore alla Formazione e al lavoro – In Veneto sono oltre 12 mila le imprese che operano nel settore del restauro e della conservazione dei beni culturali, con oltre 28 mila addetti e un volume di affari che si aggira sui 3 miliardi e mezzo di euro. Sostenere questa imprenditoria e il relativo indotto, e migliorare le competenze dei suoi operatori e collaboratori, significa investire in un asse strategico dell’economia regionale, creare nuova occupazione e nuova imprenditorialità e rafforzare l’innovazione del sistema cultura e della comunicazione”.

Il bando andrà a sostenere progetti formativi volti a potenziare le competenze digitali degli operatori del sistema creativo e culturale regionale, tra cui gli operatori dell’editoria e dell’informazione, di radio, televisioni e new media, a facilitare l’accesso ai beni culturali per aumentarne la fruibilità, a promuovere la collaborazione tra più soggetti e istituzioni presenti nello stesso territorio con l’obiettivo di rafforzare l’imprenditorialità nel settore della cultura, della comunicazione e della creatività.

“Il settore dei beni culturali e ambientali sinora è stato prevalentemente inteso a conduzione pubblica – conclude l’assessore – può invece diventare invece laboratorio di nuove iniziative economiche, grazie alla multimedialità, alle tecnologie digitali e alla contaminazione tra antichi e nuovi saperi e linguaggi”.

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