Monday, 22 January 2018 - 10:15

Tra le bellezze del Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

Mag 23rd, 2017 | By | Category: Dicono di voi, Prima Pagina

Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

Sono in montagna con un sole che splende da sopra le vette e irradia di luce le valli e i pendii. Il paesaggio è incantevole come sempre in questa stagione: mi trovo nel parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.
Il luogo è incantevole, il posto ideale per prendersi una pausa dal viavai della città. Gli amici mi raccontano delle bellezze del parco e dicono che è stato istituito nel 1990, per salvaguardare un’area ricca di flora, fauna e bellezze naturali. Si tratta di una zona protetta che si stende per una superficie di 11.200 ettari: ricorda vagamente la forma di un cuneo con due diramazioni laterali. Chi volesse percorrerlo in lungo e in largo, dovrebbe partire da nord, dal centro di Cortina d’Ampezzo fino al confine con il parco naturale di Fanes-Senes-Braies dell’Alto Adige.

Il parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo è nato con il consenso dell’Assemblea generale dei Regolieri, poi è stato affidato in gestione dalla Regione Veneto alla Comunanza delle Regole d’Ampezzo “in virtù della specificità delle forme antiche di gestione del patrimonio naturale ampezzano, da esse conservato e tutelato per centinaia di anni”. La Comunanza delle Regole d’Ampezzo era sorta nel periodo della colonizzazione celtica e romana come consorzio delle antiche famiglie per un uso collettivo dei beni silvo-pastorali e si è sempre occupata della conservazione e della tutela del territorio. Lo leggo su una vecchia guida di G*, uno dei miei amici, che è cultore raffinatissimo dei suoi luoghi natali; continuo con altre informazioni interessanti.
La descrizione e la storia del parco si trovano con grande facilità nelle guide locali così come qualche informazione si può recuperare sui cartelloni sparsi per i veri comuni e lungo alcuni sentieri.

L’istituzione del Parco ha notevolmente incentivato le attività culturali e scientifiche, nonché la valorizzazione del territorio e della cultura ampezzana. Nel territorio del parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo ancora oggi sono presenti zone destinate ad uso boschivo e di allevamento, costituite da malghe, boschi ed aree a riserva naturale. In quest’ultimo ambito, nelle zone più integre e pregevoli, sono state individuate 9 riserve integrali e 11 riserve orientate, che coprono il 25% dell’area protetta. Il Parco è stato riconosciuto dalla Comunità Europea come sito di importanza comunitaria.
Fin dai tempi antichi il parco naturale era percorso da una strada che collegava la valle del Boite con l’Alta Val Pusteria e lungo la quale i viandanti incontravano il castello di Botestagno, l’ospizio di Ospitale e la chiesa di San Nicolò, che risale al 1226.
I più appassionati del trekking sanno che ci sono alcune grandi strade di comunicazione che conducono ai valichi di Falzarego, Cimabanche e Tre Croci: da qui si dipartono poi decine di piste forestali e di sentieri, che complessivamente superano i 300 chilometri di lunghezza. Per i turisti-trekkers ci sono pure 8 vie ferrate e 6 sentieri attrezzati, alcuni dei quali ex-camminamenti della Grande Guerra, che in queste zone ha visto combattere e morire molti soldati. Le Dolomiti Bellunesi sono state abitate fin dall’antichità e questo le rende una terra ricca di testimonianze storico-archeologiche, come il sito di Paluc a Ospitale di Cadore, un villaggio metallurgico altomedievale; il ritrovamento dell’uomo di Mondeval a Selva di Cadore e dell’ursus spaeleus a Lamon; per chi volesse fare le terme, può andare a Calalzo di Cadore nell’area naturalistica, termale e archeologica di Lagole, chiamata anche “fonte della civiltà del Cadore”: in definitiva ce n’è per tutti i gusti.
I rifugi alpini situati nel Parco o nelle immediate vicinanze sono 11. Se si vuol salire sui massicci del Lagazuoi, della Tofana e del Cristallo anche in estate basta usare uno dei molti impianti di risalita che consentono di salire in quota. In altre zone invece si può prendere una navetta.
Più leggo sull’argomento e più vorrei sapere: mi aiuta a vivacizzare la descrizione che sulla carta resta un po’ fredda, il mio amico G*, che mi racconta aneddoti, miti e storie di quassù. La montagna non ha nulla da invidiare ai miti degli antichi, archetipi sempre attuali di vita, passione e virtù delle genti.

Bruna Mozzi

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