Saturday, 15 December 2018 - 20:14

Il 7mo Premio “Radici” 2017 a Ernesto Isotton

Mag 21st, 2017 | By | Category: Prima Pagina, Società, Istituzioni

Il Premio “Radici” per il 2017 è stato conferito ad Ernesto Isotton nel corso della cena di apertura dedicata alle Associazioni Zumellesi dell’affermata manifestazione “Radicele –I sapori della primavera” organizzata dalla Pro Loco Zumellese. Infatti, oltre 160 persone che, come ha affermato il Presidente della Pro Loco Zumellese Fabio Comel sono la forza trainante delle tante manifestazioni che si svolgono in zona e sono a supporto di varie attività anche di solidarietà e di aiuto agli anziani, ai bisognosi e alle attività pubbliche, hanno fatto da corona all’assegnazione del settimo” Premio RADICI -l’eccellenza dei saperi e sapori” a una personalità molto conosciuta e apprezzata non solo nello zumellese, ma in tutta la Sinistra Piave.

Il nome del vincitore è stato svelato solo dopo che Edoardo Comiotto ha ricordato il trascorso personale di Ernesto Isotton, persona che sin dai primi anni di vita dimostrò carattere, intelligenza e desiderio di fare per se e per gli altri.
Vari gli episodi e gli aneddoti riguardanti il premiato che sono stati illustrati nel corso della serata come quando frequentando il Convitto di Mondovì, stante che il cibo era scarso, Isotton aveva messo in campo delle strategie per essere messo in punizione, come fingersi stonato, e tale castigo significava raccogliere e riordinare la frutta in magazzino dove ovviamente ne approfittava per mangiare.
Nonostante i pieni voti al liceo classico non si adattava a quel mondo e tornato a Belluno rinunciò al percorso liceale per passare a una formazione che gli consentisse di avere uno sbocco professionale immediato. Pertanto frequentò l’Istituto magistrale con anni di tragitto in bicicletta da Mel a Belluno spesso con il libro sul manubrio per finire di studiare, in quanto il pomeriggio precedente aveva dovuto aiutare a casa nei lavori in campagna.
Altruista fino in fondo e grande appassionato di Orazio e Cicerone, riusciva a uscire volontario e prendere otto, recuperando nel percorso dal banco alla cattedra i quaderni delle compagne diligenti che avevano fatto i compiti e improvvisando le risposte riusciva a salvare la classe e gli impreparati.
Durante il servizio militare, sfidò il figlio del principe Borghese al lancio della bomba a mano e nonostante che il nobiluomo fosse una persona di una certa stazza e dal fisico atletico non lo temette; lui, più piccolo e tarchiatello affrontò l’avversario mettendo in palio un caffè per tutta la caserma che per lui era uno stipendio di un mese mentre pressoché nulla per l’avversario. Tutti gli dicevano di lasciar perdere, ma lui duro e convinto a sfidare la sorte per orgoglio personale e con somma soddisfazione la spuntò.
Spericolato e coraggioso, a Mondovì sull’Argentera, si lanciò in immersione in un lago gelido a 3000 metri di altitudine per sfidare il proprio fisico e gli altri.
Dopo la “Naja” come sottotenente, che lo portò a Lecce, Aosta, Cuneo e Verona, inizia la carriera nell’insegnamento. Viene mandato in un piccolo paesino di montagna che raggiungeva sempre con qualsiasi tempo, con la sua Topolino che sfidava le grandi nevicate di un tempo, e per fortuna don Giacomo lo ospitava nella sua canonica. Proprio qui una giovane che accompagnava il bambino alla recita scolastica rimase incantata dal giovane maestro e dopo tre anni se lo portò all’altare e questa unione funziona ancora stante che festeggeranno il cinquantesimo di matrimonio.
Quando era Presidente della Casa di riposo di Mel, aveva fortemente voluto un Elettrocardiografo nell’edificio perché sicuramente avrebbe consentito di salvare qualche anziano. All’età di 55 anni lo provò in prima persona, infatti, durante l’inaugurazione ebbe lui stesso un infarto e si salvò proprio grazie a questo nuovissimo strumento.
Quando operava nelle squadre antincendio stava via giorno e notte per cercare qualche persona dispersa così come prestò aiuto nelle zone terremotate e in altre che avevano subito delle calamità.
Varie sono le passioni di Ernesto come quelle di produrre un vino speciale fatto con l’amico Erardo: lo preparano ogni anno con tanta passione e mille varianti senza mai assaggiarlo; l’allegria, dicono loro, deriva solo dai fumi esalati dalle damigiane.
Notevole il suo impegno civico e sociale, basti ricordare che Ernesto Isotto è stato
Presidente della Casa di Riposo di Mel per 15 anni, Capo Gruppo ANA Mel per 6 anni, attualmente ne è ancora Consigliere, Consigliere della Sezione Alpini provincia Belluno per ben 25 anni e cofondatore della squadra antincendio di Mel.
E’ stato Socio fondatore del Museo Civico Archeologico di Mel, Socio fondatore del Circolo Promozione Cultura dove da 30 anni riveste il ruolo di meticoloso cassiere. Gli amanti della musica lo conoscono per il suo impegno nell’organizzazione delle serate all’Arena di Verona che ha gestito con maestria per ben 30 anni
Socio fondatore della sezione zumellese dell Università degli anziani, è stato Consigliere comunale per 10 anni, Membro del Consiglio Pastorale per 43 anni e insegnante elementare e per molti anni e vice-Preside. Cavaliere al merito della Repubblica è stato infine ricordato che è stato socio fondatore della PRO LOCO ZUMELLESE nata il 9 febbraio del 1981.
All’annuncio del suo nome un fragoroso, sentito applauso, ha sottolineato la stima e la gratitudine di tutti i presenti, per una persona che ha sempre saputo dedicarsi all’insegnamento e alle sue passioni con intelligenza e forza fisica, dimostrando grande intraprendenza nelle iniziative, ma anche spirito di collaborazione con tutti, relazionandosi con tatto e trovando sempre una forte intesa con le persone con cui ha avuto il piacere di interagire.
Nel corso della sua lunga attività professionale e di volontariato è sempre riuscito a raggiungere gli obiettivi che si era prefisso anteponendo l’utile altrui agli interessi personali dando sempre una mano al prossimo in qualunque cosa e a qualunque ora.

Questa la motivazione che è stata consegnata dal Sindaco di Mel Stefano Cesa assieme al Premio conferitogli dal Presidente della Pro Loco Zumellese Fabio Comel

PREMIO RADICI 2017 A ERNESTO ISOTTON
Motivazione:

“Per avere espresso nel corso degli anni vivo attaccamento ai valori umanitari, culturali e sociali, dedicando la sua lunga e feconda attività d’insegnate alla crescita culturale di generazioni; per avere promosso ed essere stato cofondatore di numerose benemerite Associazioni sul territorio zumellese e di avere per queste profuso energie, tempo e passione contribuendo significativamente nel farle diventare punto di riferimento per la crescita della Comunità locale.
Tutto ciò con quella modestia, signorilità e intelligente presenza di chi ama veramente il proprio territorio e la sua gente.
Esempio di specchiato impegno civico e sociale per tutti noi e per le prossime generazioni.”

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