Monday, 17 December 2018 - 13:55

Elettrodotto della Valbelluna: la Commissione Via-Vas dice sì. Interramento a Ponte nelle Alpi ma tralicci da 40 metri sopra Andreane

Mag 20th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

La Commissione VIA-VAS (Valutazione impatto ambientale e Valutazione ambientale Strategica) del ministero dell’Ambiente ha approvato il Progetto di razionalizzazione della rete elettrica nella media valle del Piave.

I 40 commissari con profili professionali specialistici in materia di Pianificazione e Programmazione (3), Materie giuridiche (9), Impianti industriali (5), Infrastrutture civili, lineari o puntuali (7), Inquinamento ambientale (5), Tutela della biodiversità, del suolo e del sottosuolo (5), Tutela ambientale (4), Tutela della salute umana (2) hanno dato il via libera a un terminale autostradale elettrico da 75 milioni di euro (60 Stazione Polpet +15 Riassetto rete Alto Bellunese) facente parte di un colossale piano europeo, che solo nel Veneto prevede un importo di 800 milioni di euro di investimenti complessivi.

E se è vero che da un lato il piano di razionalizzazione toglie dalla Valbelluna 96,7 Km delle 13 vecchie linee, di cui tre da 220kV e dieci da 132kV, è altrettanto vero che a fianco dell’abitato di Reveane, un borgo d’epoca napoleonica oggi occupato da quattro famiglie, a confine tra il Comune di Belluno e quello di Ponte nelle Alpi, sorgerà un nuovo elettrodotto con tralicci da 40 metri alla tensione nominale di 220 Kvolt, ma strutturati per il 380 Kv dell’elettrodotto Polpet-Scorzè di grande trasporto di energia.

Una storia tutta italiana iniziata nove anni fa, nel 2008 quando Terna tratta con la massima riservatezza l’interramento dell’elettrodotto che attraversa Ponte nelle Alpi e che scoppia a fine del 2011 quando i bellunesi ai quali nessuno aveva detto dell’elettrodotto, si costituiscono in comitati.

La storia

E’ passato qualche giorno da Natale del 2011 e il primo comitato fondato da Luigi Fontana di Andreane chiede conto all’amministrazione comunale di Belluno di riferire sul progetto dell’elettrodotto. Viene subito organizzata una riunione con gli abitanti di Andreane, che si tiene nella sede della Cooperativa agricola di Fiammoi. Vi partecipa per il Comune di Belluno il consigliere comunale e presidente della Comunità montana Belluno – Ponte nelle Alpi, Giorgio De Bona, l’assessore della giunta Prade, Paolo Gamba e alcuni membri del nascente comitato di Andreane.

Nessuno sapeva nulla di questo progetto. E’ l’accusa ai politici mossa dai membri del comitato che apprendono dalla stampa locale che è in atto un progetto di razionalizzazione delle linee di Ponte nelle Alpi. Nel sito del Comune di Ponte nelle Alpi scoprono 500 pagine di questo nuovo elettrodotto che sfiora Andreane passando su zone Zps-Sic (Zona protezione speciale – Sito d’interesse comunitario), attraversa il Piave, per poi interessare la frazione di Levego. Con circa 500 nomi di proprietari di abitazioni e terreni sui quali Terna accenderà delle servitù.

La questione viene ulteriormente approfondita dal comitato di Andreane e si scopre che esiste un verbale sottoscritto il 2 dicembre del 2008 dall’assessore Paolo Gamba nel quale si chiede letteralmente un “riscontro vantaggioso” qualora fosse deciso di spostare la linea elettrica esistente che attraversa la frazione di Levego e che “impedisce lo sviluppo dell’area artigianale”. Terna recepisce la richiesta di “riscontro vantaggioso”, tant’è che nel successivo protocollo d’intesa sottoscritto nel marzo 2009 passa l’ipotesi di tracciato della linea “A”. Ossia quello più vicino al Piave, che libera la zona artigianale dalla servitù della linea, con i conseguenti vantaggi per i proprietari dell’area artigianale e cioè il Consorzio per gli insediamenti produttivi artigiani di Levego, Deon Costruzioni srl, Bim infrastrutture spa. Nel protocollo del 2009 rimane comunque fermo il nuovo impianto a 220mila Volt (con riserva di elevarlo a 380mila Volt) che passa ad una quarantina di metri dal borgo di Reveane, senza che nessun politico si sia premurato di approfondire né di informare i cittadini.

La protesta si espande il comitato di Andreane si unisce con quello di Levego. Due sono le richieste fondamentali, per Reveane si chiede l’interramento della linea come è stato ottenuto dagli abitanti di Ponte nelle Alpi. Richiesta che come detto è stata rigettata dalla Commissione Via-Vas. E per Levego, la modifica del tracciato per salvaguardare l’abitato di Levego-Sagrogna.

Dal protocollo del 2009 del Comune di Ponte nelle Alpi e Soverzene si passa al progetto Terna 2011 presentato al ministero, l’intervento della Commissione Via regionale che nel 2012 chiede le osservazioni ai Comuni. Si muovono i comitati di Levego e Andreane. Il Comune di Belluno, che nel 2009 aveva scelto l’opzione “A” di Terna nell’agosto 2012 chiede di valutare l’opzione “B” sulla mezza costa del Nevegal. Ma c’è il muro dei comitati. Allora Terna propone l’addendum “C”. I comitati rilanciano la soluzione dell’interramento dei cavi ad Andreane. Finché il Comune di Belluno approva una mozione nella quale si chiede di fermare la procedura Via e contestualmente di rivedere l’intero progetto per valutarne le criticità attraverso un tavolo dinanzi a tutti i Comuni interessati. Ma Terna tenta di proseguire le trattative separate con ogni singolo comune per spaccare il fronte. La questione si espande, arriva in Regione e a Roma. Interviene il governatore del Veneto Zaia che dice “Mettere dei tralicci di 60 metri su un paesaggio mozzafiato patrimonio dell’Unesco come quello delle nostre montagne è un errore che può provocare delle ripercussioni pesanti anche dal punto di vista turistico” Anche il ministero condivide la posizione prudenziale assunta dalla Regione. E siamo allo stallo.

Inoltre, il baratto interramento a Ponte nelle Alpi con il potenziamento della Stazione di Polpet determinerà l’innalzamento dai 132 Kv ai 220 Kv per adeguare le linee elettriche esistenti a Cavarzano (dietro la casa di riposo) e Cusighe, con ulteriore impatto e campi elettromagnetici.

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