Tuesday, 19 June 2018 - 20:05

Domenica in montagna tra Macron e macarons

Mag 15th, 2017 | By | Category: Dicono di voi, Prima Pagina

Pista ciclabile Lunga Via delle Dolomiti – Archivio-Consorzio-Dolomiti-A.Barioli

“Se vai in montagna a fare passeggiate, di domenica capita di incontrare molta gente che conosci. E questo mi succede infatti ogni volta che torno nelle mie care montagne bellunesi. Ci vado con gli amici che lì ci abitano tutto l’anno e che mi ospitano il fine settimana e, d’estate, qualche giorno in più. Ma ci trovo spesso i miei vicini di casa o qualche collega. Ieri ad esempio vi ho trovato M* e F* che fanno i pasticceri in città e che si sono presi una pausa di qualche giorno, lasciando il negozio e il laboratorio ai loro collaboratori. Mi piacciono M* e F* come persone e come coppia: sono simpatici, affabili, affiatati tra di loro e sempre disponibili ad una buona parola. Oltre a questo, le loro brioches alle mandorle sono le migliori che io abbia mai assaggiato. Nella loro pasticceria passo ogni giorno anche solo per un caffè e due chiacchiere.

Trovarli qui tra le vette è stato molto bello: li ho presentati ai miei amici e si sono aggregati al nostro piccolo gruppo per una buona parte del cammino e della mattinata fino alla sosta del pranzo. F* parla spesso di politica, è un lettore accanito di volumi di storia e un abbonato a varie riviste di geopolitica: la questione cade velocemente sul nuovo presidente francese e il dialogo si fa acceso perché la pensiamo diversamente. F* è fiducioso che Macron darà un nuovo respiro europeista alla Francia e che ridarà forza alla comunità europea; io e M* e i miei due amici invece siamo molto dubbiosi, anzi meglio dire pessimisti sul futuro della Francia e dell’Europa. A breve però, tra Macron e la Merkel, il discorso si fa più interessante quando per uno strano gioco di parole cade sul “macaron”, uno dei dolcetti preferiti da F* che finalmente si distrae e si dimentica della politica. Ci spiega come lo fa, come prepara l’impasto e la farcitura, quanto dura la cottura e cose del genere. Li conosco i suoi macarons, sono buonissimi e dalla giusta consistenza: ottimi per spezzare la fame con un buon caffè a metà di una mattinata di lavoro.

Nel frattempo tra la politica internazionale e l’arte pasticcera, siamo arrivati in baita: la coppia di amici ci saluta perché prende un altro sentiero e deve rispettare i tempi di ritorno molto stretti. Noi invece restiamo in tre e sostiamo con piacere. Ordiniamo qualche sandwich e del buon rosso. Chiacchieriamo alla leggera del tempo e del sole che è ritornato a scaldare dopo qualche giorno di cielo coperto; ci distraiamo guardando il paesaggio rilassante della montagna. Arriva il cameriere che ci chiede se vogliamo il dolce: io chiedo con fare provocatorio dei macarons. Il ragazzo fa una faccia strana e mi dice che non ne ha. Mi accontento – si fa per dire – della solita appetitosa fetta di strudel alle mele. Ci faccio seguire un buon caffè all’italiana, alla faccia della Francia, delle presidenziali, di Macron e dei macarons.

Guardo fuori il paesaggio e mi dimentico pure io della Francia e dell’Europa: sarà un caso?

Bruna Mozzi

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