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lunedì, Giugno 1, 2020
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Pedemontana.  Berti e Brusco (M5S): “Zaia è venuto a raccontarci un mucchio di balle”

“Zaia è venuto in aula a raccontarci un mucchio di balle, ha fatto la lezioncina con tanto di slide e di stoccate per chi ha osato puntare il dito contro quello che rischia di diventare il suo fallimento politico”: parole durissime dai consiglieri regionali veneti del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti e Manuel Brusco, che sottolineano – alla luce delle recenti stangate della Corte dei Conti sull’affare Pedemontana – come la “lezione” che Zaia ha tenuto a marzo a Palazzo Ferro Fini fosse quanto meno carente.

“Zaia è venuto a raccontare ai consiglieri regionali e a tutti i veneti – dicono Berti e Brusco – che l’operazione sulla Pedemontana era stata pensata, progettata e gestita grazie a una stretta collaborazione con la Corte dei Conti e con l’Anac. Ci ha perfino fatto vedere le slide dei documenti che, nella sua spiegazione, erano stati concordati con le due istituzioni”.

“E ora la Corte dei Conti lo smentisce, dicendo di non aver mai ricevuto neppure una riga in sei mesi dalla Regione – accusano i consiglieri regionali – nonostante gravissimi profili di opacità sulla gestione regionale del progetto e con l’ombra di un possibile danno erariale, che potrebbe avere conseguenze gravissime per le tasche dei veneti”.

“Per non parlare del fatto – dicono Berti e Brusco – che quello che Zaia ha spacciato per un parere dell’Anac era solo una richiesta di appuntamento”.

“Adesso vedremo se la Lega dirà che Anac e Corte dei Conti sono politicizzati – concludono i due esponenti del Movimento – vedremo di chi sarà la colpa stavolta. Da mesi Zaia e i suoi ci attaccano sulla vicenda della Pedemontana, ma la realtà è che siamo di fronte a una serie monumentale di balle e alla prospettiva di trovarci fra i piedi una Salerno-Reggio Calabria piantata a metà nel bel mezzo della regione”.

“Stavolta, però, Zaia farà fatica ad attribuire responsabilità ad altri e a lavarsi di dosso quello che rischia di diventare il suo fallimento politico – chiosa Berti – io onestamente spero con tutto il cuore che non vada a finire così, perché a pagare il conto saremmo sempre e solo noi veneti. Ma la situazione non fa ben sperare, finora hanno raccontato balle, gestito l’opera nel modo che tutti possono vedere e sono anche riusciti ad alzare le tasse”.

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