Wednesday, 13 November 2019 - 12:01
redazione@bellunopress.it direttore Roberto De Nart

Lunedì l’inaugurazione della retrospettiva di Stefano Cattarossi

Mag 6th, 2017 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Stefano Cattarossi, artista bellunese morto a 42 anni nell’agosto del 1992 sarà ricordato al Teatro comunale di Belluno con una retrospettiva che verrà inaugurata lunedì 8 e proseguirà fino al 28 maggio.
Chi ha passato la cinquantina non può averlo dimenticato. Perché Stefano non passava certamente inosservato. Era un artista che viveva nel suo mondo. Icona bellunese degli anni ’70, beat generation, hyppie, pace, amore, libertà, sregolatezza, ma anche con punte di eccentricità. Me lo ricordo quando passeggiava sotto i portici nel suo completo blu notte e camicia bianca. O quando, in sella alla sua moto parcheggiata sul cavalletto al centro di piazza Martiri accelerava a vuoto per mezz’ora provocando inevitabilmente l’intervento del vigile urbano. Alla fine degli anni ’70 primi anni ’80 l’ho incontrato nella sua bottega, mi pare a Borgo Prà, dove dipingeva e teneva i suoi quadri. Mi fece vedere tutte le sue opere, di varie dimensioni, accatastate un po’ dappertutto. E alla fine fece il prezzo a budget. “Con 100mila lire puoi prendere uno di questi in basso, con 200 quest’altri, quello grande 500”.

Per chi vuole fare un tuffo nel passato, di quegli anni formidabili, a conclusione della mostra, domenica 28 maggio ore 17.30 al Teatro comunale, ci sarà un importante momento di confronto. Una tavola rotonda con i protagonisti dell’epoca che permetterà di dare un volto a quegli anni. A discutere dei miti e le contraddizioni dei favolosi anni ’70 interverranno tra gli altri il sociologo Diego Cason, il gallerista d’arte Egidio Fiorin (Colophon) nonché leader del movimento studentesco del ’68 bellunese, l’avvocato Francesco Rasera Berna e lo scrittore Maurizio Bortolon, autore del libro “Ecce Homo-Il destino dell’umanità” nel quale è ritratto un significativo cameo dell’amico Cattarossi. Nel libro di Bortolon, che con lui in quegli anni ha condiviso la fama di personaggio “scomodo”, la vicenda umana e personale del protagonista nutre la trama di un affresco che diventa testimonianza di un’epoca. Ma soprattutto di fatti e persone, idee e luoghi che a Belluno hanno caratterizzato quegli anni. Un percorso della memoria che in conclusione della mostra su Cattarossi servirà ad accendere i riflettori su un’intera generazione.

Qui alcune immagini delle opere
(rdn)

Stefano Cattarossi
Agli inizi degli anni ’70 frequentava gli ambienti underground di Cinecittà a Roma. Attore nel film “Anna” di Alberto Grifi e Massimo Sarchinelli, dove recita un profetico monologo. Girato nel ’72 in bianco e nero con i primi videoregistratori portatili, viene presentato al Festival di Berlino 1975, alla Biennale di Venezia 1975 e al Festival di Cannes nel 1976. E’ la storia, in diretta, di una 16enne tossicodipendente, specchio della ribellione e la contestazione giovanile di quegli anni (con un breve passaggio di Jane Fonda). Nel 1969 Cattarossi fa una comparsa nel film western di Sergio Corbucci “Gli specialisti” con Jonny Hallyday e Gastone Moschin. E l’anno dopo nell’audace film “Splendori e miserie di Madame Royale” di Vittorio Caprioli, che mette in scena uno spaccato di vita romana anni ’60 incentrata sull’omosessualità, con protagonista Ugo Tognazzi. Una vita spericolata, insomma, durata poco, di un personaggio amato dai giovani dell’epoca, ma ahimè inviso e snobbato dal mondo artistico bellunese, che ripudiava gli eccessi di una generazione che voleva cambiare il mondo. E non ce l’ha fatta.

Share

Comments are closed.