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No all’abbattimento con arco e frecce dei cinghiali nei parchi. Andrea Zanoni: “Il Piano di contenimento dei cinghiali è inutilmente crudele”

Andrea Zanoni – consigliere regionale Pd

La Regione approva il Piano triennale di controllo del cinghiale senza un passaggio in Terza commissione e violando sia la Legge sui parchi che il Regolamento europeo UE sulle specie invasive, consentendo di abbattere gli ungulati anche nei parchi e con arco e frecce, una modalità particolarmente cruenta”. Questo il commento del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni sul provvedimento adottato dalla Giunta nei giorni scorsi.

“Capisco le intenzioni della Giunta di voler limitare i danni dei cinghiali, ma non bisogna mai andare oltre la la legge ed il buon senso. Ci sono degli aspetti giuridici sicuramente da approfondire, anche se già adesso posso dire che è grave il mancato passaggio in Terza commissione. Con questo Piano si consente ai cacciatori di entrare nelle aree protette, attività vietata dalla Legge quadro sui parchi, la 394 del 1991. Il rischio è che sia il primo passo verso un’apertura indiscriminata alle doppiette. Inoltre va contro l’articolo 17 del Regolamento Ue, il 1143/2014 dove, per quanto riguarda l’eradicazione della fauna selvatica ‘invasiva’, si sottolinea di risparmiare angoscia, dolore e sofferenza agli animali. E certo utilizzando arco e frecce li condanniamo a delle sofferenze evitabili.

Con questo metodo crudele, la maggior parte dei cinghiali rischia di restare ferita a lungo ed essere divorata viva dalle larve della mosca carnaria. Non viene poi considerata la crudeltà dell’uccidere una femmina coi cuccioli condannandoli a morire di stenti. Mi auguro – insiste Zanoni – che le associazioni animaliste ed ambientaliste impugnino al Tar questo Piano. Infine ribadisco che i danni alle coltivazioni subiti dai contadini e dai privati dovrebbero essere pagati da chi ha illegalmente immesso questi animali per scopi di caccia anziché da tutti i cittadini”.

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