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L’assessore regionale alla Protezione civile vuole istituire il servizio civile o militare obbligatorio di 8 mesi per i giovani. Diano il buon esempio parlamentari e consigli regionali, 8 mesi di servizio con retribuzione analoga a quella prevista per i giovani

Mag 3rd, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Un progetto di legge statale per istituire il servizio civile o militare obbligatorio per uomini e donne da assolvere tra i 18 e i 28 anni. Lo ha presentato al consiglio regionale del Veneto l’assessore alla Protezione civile.
Non bastano, evidentemente, le iniziative dequalificanti degli enti pubblici con concorsi per giovani dove si chiede, ad esempio, la laurea magistrale, a condizione – badate bene – che il titolo di studio non sia stato conseguito da più di tre anni, per uno stipendio di 400/500 euro mensili. E se il pubblico può fare questo, non si può certo criticare il privato. Si fa di tutto, insomma, perché i giovani se ne vadano via dall’Italia.

Stiamo assistendo, inoltre, al sistematico smantellamento dei diritti e alla dignità dei lavoratori, che prosegue oramai da un ventennio. E con esso la parallela immissione di mano d’opera a basso prezzo, pronta ad accettare qualsivoglia condizione di lavoro. Rendere precario ogni comparto del lavoro, questo sembra essere l’obiettivo quasi raggiunto dei padroni del vapore.

E che oggi il consiglio regionale veneto spinga lo Stato per ottenere una sorta di surrogato di leva obbligatoria o, in alternativa, il servizio civile, non può che far sorridere. Le caserme sono state dismesse, mancano strutture e fondi e c’è chi pensa di ritornare al passato, all’armata Brancaleone demotivata.

Ma l’aspetto più grave di questa comparsata populista estemporanea è che si vogliono rubare otto mesi di vita ai giovani, come se, cessata la ferma obbligatoria di 8 mesi, l’accesso al mondo del lavoro fosse per loro una passeggiata con già in tasca un contratto di lavoro degno di questo nome.

Perché mai i giovani dovrebbero pagare questo grottesco tributo allo Stato? Posto che per loro all’orizzonte c’è solo una pensione di 800 euro al mese a 70 anni di età e 45 anni di contributi versati, perché solo così si può tenere in piedi un sistema parassitario fondato sul privilegio (leggasi vitalizi)!
Un tempo i comandanti erano in testa ai loro reparti, pronti a morire sul campo di battaglia.

Facciano altrettanto i parlamentari e i consiglieri regionali, se davvero hanno a cuore la Patria. Non si chiede loro, beninteso,  che rischino la vita. Ma almeno si mettano in testa a servire lo Stato per un servizio obbligatorio di 8 mesi a pari emolumenti di quelli previsti per i giovani!
Solo così saranno credibili.

Roberto De Nart

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