Sunday, 17 December 2017 - 15:56

Il Primo maggio è una festa che ci appartiene * di Elder Rambaldi

Apr 30th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Elder Rambaldi segretario provinciale partito comunista dei lavoratori

Il Primo Maggio è una data che ci appartiene. Appartiene alla classe lavoratrice, alla sua lotta continua di emancipazione in questo mondo diviso tra oppressi ed oppressori. Il Primo Maggio porta scritto nelle sue bandiere la famosa citazione di Marx: “Proletari di tutti i paesi unitevi!”.
E’ evidente che oggigiorno questa data, soprattutto in Italia, abbia perso lo slancio ed il suo significato di lotta. E’ evidente che la coscienza della classe lavoratrice, la coscienza di possedere una forza immensa e di poter rappresentare l’alternativa rivoluzionaria a questa società in putrefazione, subisce continui importanti passi indietro. Questo per colpa di chi ha rappresentato fino ad ora la direzione dei lavoratori e della sinistra: i suoi partiti riformisti (e falsi comunisti), ed i suoi sindacati burocratizzati.
Il Partito Comunista dei Lavoratori, si fa carico così, anche nelle elezioni comunali di Belluno, di dare un segnale di controtendenza, per ricostruire su basi solide una rappresentatività del mondo del lavoro che non tradisca e non faccia compromessi con la classe padronale.
Prima di tutto evidenziando la nostra rivendicazione della redistribuzione del lavoro esistente attraverso la diminuzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Riprendendo le rivendicazioni del movimento del Primo Maggio nascente. Noi, se eletti, diminuiremo a 32 ore la settimana lavorativa (a parità di salario) dei dipendenti pubblici, incentivando anche i lavoratori privati a lottare per questa misura necessaria e redistributiva.
Riprendendo lo spirito internazionalista del Primo Maggio e della classe lavoratrice che non conosce interessi di confine, appoggeremo le rivendicazioni degli immigrati stranieri per la loro conquista di diritti, concedendo in maniera immediata i diritti civili e politici a chiunque lavori (o cerchi lavoro) nel suolo bellunese, e ponendoci contro ogni forma di lavoro gratuito, tante volte passato per volontariato, che spesso viene imposto ai rifugiati. Vogliamo una vera integrazione, unica soluzione a possibili disagi sociali. E’ dalla povertà e dall’emarginazione, al di sopra del colore della pelle, che trova origine la delinquenza.
I lavoratori nativi ed immigrati hanno gli stessi interessi: scacciare le classi dominanti che, difendendo i propri privilegi, scaricano la crisi sulle masse popolari. Per questo l’unione tra tutti i lavoratori, che potrebbe esser esplosiva, è combattuta dal padronato incitando alla guerra tra poveri. E a questa chiamata si allineano tutti gli altri candidati a queste elezioni che fanno i forti con i deboli ed i deboli con i forti.

Per il Partito Comunista dei Lavoratori
Elder Rambaldi

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