Friday, 15 December 2017 - 23:49

Primo maggio. Zaia: “La Regione a fianco dei lavoratori e imprese, vero capitale di questa terra”

Apr 29th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

 

“La festa del Primo Maggio, che sarà celebrata lunedì, è innanzitutto memoria e storia del movimento operaio, ricordo di una lotta internazionale perché ai lavoratori venisse riconosciuto il principale dei diritti, quello dell’orario. Ma è ricordo anche di una orribile strage, quella di Portella della Ginestra, avvenuta giusto settant’anni fa. Sbaglieremmo, tuttavia, se celebrassimo il Primo maggio nelle nostre piazze senza riempire questa data di contenuti e di impegni per il lavoro, per i lavoratori e, consentitemi, anche per le imprese”.

Il presidente del Veneto fa memoria storica delle origini della giornata dedicata al lavoro e ai lavoratori che si celebra in tutta Italia e nel mondo e ne interpreta il significato nel contesto veneto.

“La festa del Primo Maggio quest’anno in Veneto assume tanti volti: penso ai 130 operai della Miteni, che difendono con preoccupazione il diritto alla salute e quello all’occupazione sostenendo con responsabilità un coraggioso progetto di riconversione della loro azienda, e agli 11 mila di dipendenti delle Popolari venete, che guardano con apprensione al piano di salvataggio di Popolare Vicenza e di Veneto Banca. Ma il Primo maggio in Veneto ha anche il volto delle migliaia di imprenditori, piccoli e grandi, che stanno sfidando la crisi che attanaglia il cuore manifatturiero del Veneto artigiano e industriale ormai da otto anni, degli operai e dei manager della Fincantieri di Porto Marghera che si sono aggiudicati le maggiori commesse navali del prossimo quadriennio invertendo il corso del declino della storica area industriale di Venezia.  E’ a questi volti, testimoni attuali della complessità della crisi del mondo del lavoro, che vorrei dedicare la ricorrenza del Primo Maggio”, commenta il presidente.

“Dal 2008 ad oggi il Veneto ha perso 60 mila posti di lavoro e 14 mila imprese – ricorda – Ma nel contempo risulta essere una delle regioni che meglio ha saputo reagire alla frenata generale dell’economia: qui le imprese producono ed esportano più della media nazionale, il tasso di disoccupazione è al 6,8 %, la metà del tasso nazionale nazionali, e 3 giovani su 4 trovano subito un impiego”.

“Se il Veneto ha saputo reggere ai colpi della crisi meglio di altri – fa notare il presidente della regione – non è solo per le caratteristiche di laboriosità, imprenditorialità e spirito di sacrificio, scolpite nel Dna dei veneti, ma anche effetto di politiche attive di sostegno allo sviluppo e di coesione sociale, intraprese da questa amministrazione con il concorso di enti locali e parti sociali”.

“Negli anni della crisi la Regione Veneto ha offerto una dote lavoro a quasi centomila persone, ha accompagnato con percorsi di riqualificazione e di ricollocamento 3328 senza lavoro, e ha offerto un lavoro di pubblica utilità a 7728 disoccupati di lunga durata o persone a rischio esclusione sociale, investendo complessivamente oltre 255 milioni di euro in progetti e politiche attive per il lavoro. Grazie all’utilizzo intelligente dei fondi comunitari e del programma Garanzia Giovani, questa amministrazione è riuscita a intercettare quasi 80 mila giovani senza un’occupazione e un impegno di studio, e ad offrire a 33 mila di loro una opportunità di formazione e di impiego superiore ai 6 mesi”.

“Dal 2010 ad oggi, gli anni duri della crisi congiunturale più grave che abbia mai investito l’Occidente, la Regione ha scelto di utilizzare la propria finanziaria Veneto Sviluppo per aiutare le imprese a trovare credito, dando priorità a quelle in fase di riconversione o impegnate in un progetto di innovazione e sviluppo. Quasi 15 mila imprese aiutate attraverso una leva finanziaria di 1,5 miliardi di euro e con strumenti innovativi (riassicurazione al credito, tranched cover e così via) che ci sono stati copiati anche da altre realtà regionali. La Giunta ha creato appositi capitoli del proprio bilancio per sostenere gli imprenditori in difficoltà e affiancare i risparmiatori travolti dalle crisi del sistema bancario locale. Ha messo in campo sportelli e reti di solidarietà per prevenire nel mondo del lavoro scelte estreme di sconforto e disperazione: uno per tutti il telefono antisuicidi che negli anni ha assunto sempre di più la veste di un sistema complesso di consulenza che affronta le numerose problematiche sottese alle crisi e indirizza l’imprenditore verso strumenti ed enti capaci di affrontarle e risolverle”.

“Certo, avremmo potuto fare di più – annota il presidente – se avessimo potuto disporre di maggior autonomia e della possibilità di trattenere nel nostro territorio almeno una parte della ricchezza che il nostro sistema produce. Che il Primo Maggio sia il giorno per tornare a ribadire la voglia di autonomia dei veneti, per fare fiato e gambe a un modello di lavoro e di sviluppo che ha dimostrato di saper reggere meglio di altri alla peggior crisi dal Dopoguerra”.

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