Friday, 15 December 2017 - 23:40

Istat, 7 milioni e 209mila italiani in povertà. Zaia: “Per loro non si trovano 4 miliardi e 600 milioni destinati all’accoglienza dei migranti, l’80% dei quali non sono profughi”

Apr 19th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

“L’Austria vuole chiudere la rotta mediterranea ed è pronta a sbarrare il Brennero in poche ore; mezza Europa ha già alzato muri e steso reticolati mentre le cosiddette Istituzioni Europee brancolano nel buio più assoluto, i balbettii italiani in Europa continuano senza raggiungere uno straccio di obbiettivo concreto. E’ arrivato il momento di dire basta. Di dire o tutti o nessuno”.
Lo rileva il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, definendosi “sempre più preoccupato” dell’evoluzione nazionale e internazionale della questione immigrati.
“Solo nel Veneto, a ieri – svela Zaia citando un inedito report stilato dagli uffici regionali il 18 aprile sulla base dei dati che affluiscono dal Viminale tramite le Prefetture – siamo già a 34 mila 262 arrivati e i flussi non si fermano. Dal 6 al 18 aprile abbiamo registrato altri 450 arrivi mentre, dopo le parole, i punti neri di Bagnoli, Cona e della ex caserma Serena di Treviso sono rimasti tali, con concentrazioni indegne, per gli immigrati e per i residenti”.
Il Report del Veneto indica 13.090 immigrati presenti (dei quali 579 in regìme di Sprar) su 34.262 arrivati. “21.172 persone hanno fatto perdere le loro tracce – fa notare Zaia – il che vuol dire che i fantasmi si avvicinano ad essere il doppio dei realmente presenti. Un segnale evidente che il caos continua a regnare”.
Tra le province, spiccano per concentrazione d’immigrati Padova (2.531 presenti); Verona (2.511); Treviso (2.299). Con 2.216 presenti, segue Vicenza; Venezia registra 2.276 presenti . Rovigo 702, e Belluno 555.
“In molte altre Regioni non va meglio – attacca Zaia – mentre l’Europa si chiude sempre più a riccio, nel suo razzismo reale alternato a solidarismo di sola facciata – conclude il Governatore del Veneto – e per questo è arrivato il momento di dire forte e chiaro a questa torre di babele con sede a Bruxelles che l’Italia è allo stremo e che non è più disposta a fare l’agnello sacrificale. E’ ora di dire: o tutti o nessuno. E se anche uno solo si tira indietro, adesso ha diritto di farlo anche l’Italia, che ha un dovere verso i suoi cittadini”.

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