Friday, 15 December 2017 - 08:06

E’ arrivata la primavera in montagna, si riparte con il trekking

Apr 9th, 2017 | By | Category: Dicono di voi, Prima Pagina

Su in montagna la primavera è arrivata a pieno titolo; quando si sta al sole, poi, sembra quasi estate, specialmente nelle ore centrali del giorno. Oggi sono in vetta a far trekking con gli amici e la conversazione, mentre si cammina, cade spesso sul pranzo di domenica prossima, domenica di Pasqua. L* e G* ogni anno fanno festa grande, invitando a casa loro amici e parenti. Ovviamente invitano anche me, ma sarò in viaggio lontano e non so come trovare le parole per dirglielo. L* si offende se non si fa onore alla sua cucina; G* invece so che preferirebbe optare per un risottino tranquillo e un bicchiere di rosso, magari in solitaria, o al massimo con la sua signora. Eppure asseconda la sua L* che sta già provvedendo agli acquisti. Mi racconta che da domani, il tardo pomeriggio, dopo il rientro a casa dal lavoro, sarà riservato alla preparazione di tutto ciò che può servire per imbandire la tavola pasquale. Come nella migliore traduzione bellunese, ci sarà un menù ricco di prelibatezze, gioia per il palato e motivo di orgoglio per le massaie del luogo. Immancabile con l’aperitivo di benvenuto, la Torta Pasqualina, poi l’uovo ripieno e gli asparagi bianchi di Bassano gratinati.
Mentre L* mi narra e non ha intenzione di fermarsi nell’elenco gastronomico, mi distraggo affascinata dallo scorrere di un ruscello che borbotta e da alcuni ragazzi che si sono accampati per un pic nic proprio sulla riva. L* si avvicina e mi fa toc toc sulla spalla a chiedermi stupita se la sto ascoltando. Mi volto e le faccio un gran sorriso. E lei riattacca passando ad un risotto alle erbette spontanee e spuma di burrata; a delle chicche di patate con code di scampi ed asparagi, alle crespelle al radicchio, speck e formaggio piave, ai ravioli ripieni con erbe spontanee, conditi con sugo di noci feltrine…. Stavolta non c’è nulla intorno a distrarmi, il paesaggio si è fatto quello dell’alta montagna, senza arbusti e con un vento un po’ più fresco e a volte capriccioso che – per mia fortuna – porta via le parole di L*. Ne sento solo le sillabe finali: lo, re, no, te, fo…son curiosa e mi fermo; alla fine le chiedo di ripetere cosa preparerà, o per lo meno che mi ridica le ultime parole. E con la pazienza di una santa, mi ripete che preparerà agnello del pastore al forno con patate e cuori di carciofo, filetto di vitello in crosta di pane con porcini e speck con indivia belga gratinata; cosciotto d’agnello lardellato al forno con polentina  grezza… E’ una cascata di prelibatezze che fanno venire l’acquolina in bocca solo a sentirle.
Interviene G* a distrarci e ad indicare una malga dove – dice – fanno degli ottimi panini e di solito hanno anche del buon vino. Non l’avesse mai detto: L* ritorna a parlare del pranzo e dice che G* dovrà procurare le bottiglie di Lagrein (che è un vitigno rosso autoctono dell’Alto Adige) e di Enantio (o Lambrusco a Foglia Frastagliata autoctono della Vallagarina). Dovrà fare un giro dagli amici del Trentino che hanno ottimi vitigni e una cantina di valida produzione.
Per il dolce? Chiedo io provocando L* e strizzando l’occhio a G*: mi risponde riattaccando la solita filastrocca di piatti e portate e snocciola un elenco di biscotti e biscottini, frollini e lingue di gatto; poi passa alla colomba pasquale fatta in casa da sua sorella, e ancora un pudding alle fragole, una bavarese al caffè con crema alla vaniglia e, per chi volesse star leggero, un gelato sorbetto di limone o liquirizia tanto per gradire.
Non so se faccio bene a partire o se dovrei restare al pranzo di pasqua dagli amici. Nel dubbio, intanto, mi fermo alla baita e ordino un panino allo speck (quello buono) e un bicchiere di rosso (dei migliori).

Bruna Mozzi

Share

Scrivi un commento

You must be logged in to post a comment.