Wednesday, 13 December 2017 - 13:05

L’inutile riforma Aci-Motorizzazione. Riunita oggi la commissione parlamentare. Documento unico di circolazione dal I° luglio del 2018

Apr 4th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

L’avessero affidato a lei, l’ineffabile casalinga di Voghera l’incarico di razionalizzare la tenuta dell’archivio dei veicoli, avrebbe saputo fare certamente di meglio.
Così come è stato abbozzato, infatti, lo schema di decreto legislativo per la “razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico” è una complicazione inutile dagli esiti ignoti.
Se oggi, infatti, a un qualsiasi sportello del Pubblico registro automobilistico nella maggior parte dei casi si riesce a effettuare un passaggio di proprietà in una ventina di minuti, dopo il 1° luglio 2018 (data di entrata in vigore della nuova carta di circolazione “documento unico”) non si sa cosa succederà.
I benefici? Nessuno! Visto che l’unica cosa che andava fatta – bastava chiedere alla famosa casalinga di Voghera sopra evocata – era quella di creare un unico archivio, come in tutti gli altri Paesi normali. O fare in modo , almeno, che i due archivi dialoghino, visto che ad oggi vi sono ancora scambi di tabulati cartacei tra e Pubblico registro automobilistico, ancorché la riforma del Codice della strada del 1993 prevedesse già da allora lo scambio dati on line.
Nella seduta della commissione parlamentare di oggi pomeriggio, martedì 4 aprile, presieduta da Bruno Tabacci, la relatrice, onorevole Giovanna Petrenga (FdI-AN), ha detto candidamente che per effettuare un passaggio di proprietà “sarà corrisposta una tariffa unica che sarà determinata con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell’economia e della finanze e della giustizia entro il 30 aprile 2018 in misura non superiore alla somma dell’importo delle due tariffe ( e Motorizzazione ndr) previste a legislazione vigente, tenendo conto dei costi dei servizi”.

Tradotto significa che pagheremo quanto prima, e allora ci si chiede a cosa serva una riforma del genere, dai contenuti ancora poco chiari visto che per essere attuata manca un decreto ministeriale che dovrebbe essere emanato entro il 30 aprile 2018.
Insomma, bene che vada si risparmierà una marca da bollo, forse due. Ma non sappiamo se il grande parto in gestazione da una cinquantina d’anni (sì, avete letto bene, se ne parla da cinquant’anni) andrà a buon fine o se darà alla luce un nuovo mostro burocratico, per la gioia delle agenzie automobilistiche, che potranno continuare a chiedere dai 100 ai 150 euro di diritti oltre alle tasse dovute, per un passaggio di proprietà.
(rdn)

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One comment
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  1. Io ho quasi 50 anni e non mi ricordo di una riforma che mi abbia fatto “pagare” di meno. In genere per ogni obolo tolto veniva aumentato un altro ed in genere, il vantaggio, era sempre per la Pubblica Amministrazione.

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