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lunedì, Giugno 1, 2020
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Pedemontana. Fracasso (PD): “No a 300 milioni di soldi pubblici a un concessionario che si è mostrato inaffidabile. Abbiamo proposte alternative, non accetteremo soluzioni a scatola chiusa”

“Finalmente dopo 10 anni in cui il Consiglio regionale non ha potuto discutere della Pedemontana, oggi per la prima volta viene accesa la luce. Solo che viene fuori un quadro diverso: questo project financing che doveva risolvere l’emergenza traffico del Veneto con rischio a carico del privato, è diventato a sua volta un’emergenza e il rischio per il privato non sappiamo dove sia”. Lo afferma Stefano Fracasso, capogruppo a Palazzo Ferro Fini del Partito Democratico, intervenendo durante la discussione generale in Consiglio.

“Non siamo contrari alla conclusione di quest’opera, deve essere terminata, ci sono ormai cantieri aperti ogni 500 metri. Ma i dubbi che avevamo su un concessionario che in quasi 10 anni non è riuscito a fare il closing sono sempre più forti. Le stime di traffico dal 2009 al 2017 sono drasticamente modificate, non riusciamo a digerire che nessuno se ne fosse accorto, tanto meno chi ha firmato nel 2013 la prima revisione del contratto e adesso chiede un altro contributo dallo Stato, che ha già fatto la sua parte. Mentre ancora non capiamo dove ha messo i soldi il concessionario”, continua Fracasso.

“Se la Regione ritiene che la Sis non sia più affidabile, allora va valutata l’ipotesi di risoluzione del contratto e nuovo affidamento, seppur complicata. Ma ci sono altri soggetti che hanno partecipato o avrebbero voluto partecipare alla gara e che quindi potrebbero intervenire con contenziosi, quindi non è detto che mantenere la convenzione con il concessionario sia la via più agevole. Inoltre siamo convinti che c’è un forte rischio per le casse della Regione, perché il piano finanziario è tutto da dimostrare se sta in piedi o meno. Garantire 300 milioni in un solo anno non è scritto da nessuna parte, neanche nel Fiscal compact, ma solo nella proposta che ci viene presentata. Noi non siamo contro l’opera, ma contro il modo con cui si vuole realizzarla. Abbiamo pronti degli emendamenti molto semplici – spiega il capogruppo democratico – Perché dare tutti i soldi in un’unica soluzione? Spalmiamo il contributo in tre anni, il carico sul bilancio annuale è inferiore, la leva tributaria da attivare molto più bassa, almeno la metà, e si metterebbe alla prova il concessionario. Un’altra proposta è quella di agire su Irap, o un mix Irap-Irpef, intervenendo solo sui redditi più alti. Le idee per evitare la Zaia Tax ci sono, non accetteremo proposte a scatola chiusa – dice in conclusione Fracasso – Se la Regione insiste con 300 milioni in un anno dovrà spiegarci perché”.

 

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