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Come contrastare le mafie e prevenire i fenomeni di evasione fiscale e riciclaggio. Secondo modulo del seminario per le Polizie locali

Mar 28th, 2017 | By | Category: Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

Belluno,  28.03.2017 – Quali strumenti hanno a disposizione le polizie locali per contrastare elusione, evasione e riciclaggio e per riconoscere le associazioni mafiose, le organizzazioni criminali e i metodi mafiosi nel proprio territorio?

Sono queste le tematiche che sono state approfondite quest’oggi nel secondo modulo formativo dedicato al personale della Polizia Locale, operante nell’ambito territoriale di Belluno. Si tratta della seconda giornata di formazione di un progetto formativo molto più ampio promosso dalla Regione del Veneto in collaborazione con Avviso Pubblico e con il contributo del Forum Italiano della Sicurezza Urbana, denominato Conoscere le mafie, costruire la legalità.

Ad aprire la giornata di formazione Pierluigi Granata, esperto operativo di criminalità economica e cultore di discipline criminologiche presso le Università degli Studi di Trieste e dell’Aquila, il quale ha analizzato lo stato della criminalità organizzata nel Veneto, sottolineando quanto sia importante conoscere il proprio territorio, non dando mai nulla per scontato. “Le mafie in un territorio come quello del Veneto sono invisibili, celate dietro una maschera di normalità. La criminalità organizzata in Italia ha infatti progressivamente cambiato volto, confondendosi sempre di più nel tessuto politico e economico del paese. Per riconoscere le mafie bisogna quindi seguire i tanti segni lasciati sul territorio: i cantieri sequestrati, la geografia disegnata dalle indagini di polizia, le inchieste giornalistiche”.

A seguire Mario Turla, consulente ed esperto di antiriciclaggio, ha aggiunto: “I comuni hanno a disposizione moltissime informazioni: tutti i dati dell’anagrafe, l’ISee, la Tarsu, il Pra, che possono essere messi in relazione con le licenze edilizie o commerciali. Conoscere e mettere in correlazione questi dati può portare ad avere alcune incongruità, meritevoli di un’adeguata verifica e, se necessario, di una segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia (Uif). Due sono i concetti che si sono andati diffondendo negli ultimi anni in materia di antiriciclaggio: il calcolo del rischio e il monitoraggio costante. Maggiore è il primo, più serrato deve essere il secondo. E i criteri base per stabilire se siamo in presenza di una situazione a rischio sono fondamentalmente due: la tracciabilità e la
trasparenza. In assenza di questi due requisiti, occorre vigilare”.

Su queste basi Mario Turla ha adattato un sistema per il Comune di Milano, già utilizzato nelle banche, che permette di incrociare dati ed evidenziare anomalie. Il Comune di Milano è il primo e al momento l’unico in Italia ad aver una banca dati di questo tipo.
L’intervento di Vittorio Ricciardelli, consulente antievasione ed antiriciclaggio del comune di Milano, si è invece concentrato sulle modalità operative di acquisizione dei dati che, sostanzialmente, si possono suddividere in tre fasi: la raccolta dati, l’assemblaggio dei dati raccolti e l’incrocio e l’analisi degli stessi.
“Anche da una segnalazione di modesta rilevanza, all’apparenza riconducibile ad una ristretta cerchia di persone, possono derivare operazioni antiriciclaggio di alto livello, sia in ambito nazionale, che di livello internazionale. Bisogna quindi sapere come fare le segnalazioni qualificate, incrociare i dati in particolare con quelli delle camere di commercio e dell’agenzia delle entrate e successivamente capire quali è opportuno analizzare e approfondire ulteriormente”.
Nel pomeriggio i partecipanti si sono divisi in due gruppi e hanno analizzato due casi di studio. Un lavoro utile che li ha stimolati ad individuare gli indicatori principali dai quali è necessario partire per individuare evasori e riciclatori e a capire successivamente come incrociare debitamente i dati di cui la polizia locale dispone. Gli studi di caso, ai quali gli operatori della polizia locale hanno partecipato in maniera attiva, sono stati fondamentali per mettere in pratica quanto ascoltato nella prima parte della giornata, portandoli ad avere delle conoscenze fondamentali per prevenire un fenomeno che diventa sempre più difficile e complesso da contrastare.
L’ultimo modulo formativo rivolto al personale della polizia locale di Belluno si svolgerà, sempre nelle sale del Comune di Belluno, il prossimo 20 aprile 2017 e analizzerà le tecniche investigative ed operative attraverso laboratori e simulazioni di casi.
Il 10 aprile invece sempre a Belluno si svolgerà il Seminario di formazione rivolto agli amministratori locali dell’area bellunese sui Piani Anticorruzione. Per partecipare è necessario iscriversi.
Per maggiori informazioni sul Piano Formativo e sui singoli Moduli formativi, è possibile visitare il sito www.conoscerelemafie.it oppure inviare una mail al seguente indirizzo: tutor@avvisopubblico.it, Tel. 3426284941

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