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martedì, Maggio 26, 2020
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 Piano di sviluppo rurale. Guarda (AMP), Azzalin e Zottis (PD): “Bene le modifiche, il sostegno all’agricoltura di montagna deve essere una priorità”

Cristina Guarda, consigliere regionale

“Nel Piano di sviluppo rurale sarà data priorità alle zone montane. È un provvedimento importante che sosteniamo con forza anche perché va a correggere alcuni errori e a valorizzare princìpi in precedenza dimenticati”. Lo affermano in una nota i consiglieri Cristina Guarda (Lista AMP), Graziano Azzalin e Francesca Zottis (PD) a margine della seduta della Terza Commissione.

“Le modifiche ai criteri per l’assegnazione dei punteggi nelle misure del Piano sviluppo rurale ’14-20 erano necessarie e fanno imboccare alla Regione Veneto un percorso interessante a favore dell’agricoltura di montagna, in particolare per il miglioramento delle prestazioni delle aziende agricole e dell’insediamento dei giovani imprenditori del settore, con interventi per ortofrutta, lattiero caseario e carne. Dobbiamo rendere una priorità strategica il loro impegno per la valorizzazione delle nostre montagne, con la cura dei pascoli e dei seminativi”.

“Inoltre – aggiungono i tre consiglieri – accogliamo con favore l’apertura dei termini di presentazione delle domande per la conversione all’agricoltura biologica e per l’indennità compensativa in zona montana. La prima dà un aiuto concreto agli agricoltori che abbiano avviato di recente la conversione al bio, sono in numero sempre crescente, con un premio della durata di 5 anni. Le risorse sono piuttosto limitate, due milioni, ma è comunque una risposta, considerato che la prima iniziativa a sostegno del greening era datata 2015. La seconda è una misura dalla storia antica, già dagli anni ‘90 sono state riconosciute le difficoltà dei coltivatori nelle zone montane. Si tratta di un provvedimento necessario per aiutare gli agricoltori e allevatori che proseguono l’attività prevalentemente zootecnica, coltivano superfici impervie si prendono cura delle realtà di pascoli e prati montani. Qua i fondi sono maggiori: 20 milioni totali che saranno suddivisi dai 200 ai 500 euro per ettaro calcolati su fattori di svantaggio (altitudine, pendenza), da destinarsi alle aziende zootecniche per le superfici foraggere e sui seminativi per l’alimentazione del bestiame”.

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