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Bim Gsp, e aumento delle bollette dell’acqua. La Sorgente trasparente: in regime di libera concorrenza Bim Gsp avrebbe dovuto portare i libri contabili in Tribunale, e i sindaci a rispondere davanti alla legge

Mar 22nd, 2017 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Le nuove tariffe decise dal Consiglio di Bacino dell’acqua (ex Aato) sono state approvate dall’Authority, con un ulteriore aumento del 10,5% per l’anno 2017.
L’Associazione “La Sorgente Trasparente” interviene ora, dopo una doverosa riflessione assieme ai propri legali, per esprimere delle considerazioni, al di là degli aspetti tecnico/giuridici sulla bocciatura del ricorso proposto da numerosi cittadini e associazioni contro l’aumento delle tariffe del servizio idrico integrato gestito da Bim Gsp.
In primo luogo per stigmatizzare quanto espresso a riguardo dai mass media locali. Parole come “ Un buco nell’acqua” del Gazzettino del 19 novembre 2016, o “La Sorgente Trasparente rimane a bocca asciutta” del Corriere delle Alpi in pari data, rendono l’idea di come tali quotidiani considerino il problema nel suo complesso: quasi una diatriba tra un numero ristretto di cittadini, Bim Gsp ed ex Aato e acqua dall’altra. Non già la collettività civile ed economica nel suo complesso.
In secondo luogo, per ringraziare quelle centinaia di cittadini che si sono assunti l’onere, non solo economico, di procedere legalmente a fronte di un modo di agire ormai consolidato che fa strame del rispetto nei confronti dei clienti utenti.
Come già detto infatti, siamo di fronte ad un Ente caratterizzato da un Conto economico da anni in rosso fino a giungere a quasi 90 milioni di euro di passività. Con una situazione debitoria prospettata più volte negli anni, in varie assemblee nelle quali i sindaci, in qualità di unici soci, non hanno mai fatto mancare il voto di assenso, pena l’ ammissione di incapacità amministrativa. Una situazione che verteva sempre più verso la parola “fallimento” e alla quale si è dato parziale rimedio, con la nuova gestione Vignato. Che ha dato il via alla vendita delle partecipazioni azionarie in attivo in altri settori, diminuendo così in parte i debiti e trasferendo passività ad altre realtà. Oltre agli aumenti decennali a due cifre ai propri clienti, prima di effettuare rigorosi tagli nella pantagruelica organizzazione, che nonostante ciò esternalizzava parte notevole delle attività. Una situazione tale, che in regime di concorrenza privatistica, avrebbe imposto di portare i libri contabili in Tribunale. E avrebbe visto i vertici succedutisi negli anni, cioè i sindaci, a dover rendere conto dell’operato, sia dal punto di vista finanziario che legale.
I quotidiani locali del 16 marzo 2017 hanno riportato con voce sconsolata l’aumento, ma si sono dimenticati di quanto affermavano lo scorso 19 novembre 2016. Uno per tutti, il Corriere delle Alpi che scrive:”per i bellunesi è un nuovo colpo, perché negli ultimi anni la bolletta dell’acqua è diventata sempre più pesante”. Ad essi si aggiungono le associazioni dei consumatori. C’è da chiedersi dove fossero precedentemente.

Quanto poi afferma Maria Teresa De Bertoli, presidente del Consiglio di Bacino (Ex Aato), lascia allibiti: “alla fine si tratta di 15 euro l’anno a utenza, di media”, specie se consideriamo che, come ella stessa afferma, sono arrivate “molte domande per ottenere uno sconto sulla bolletta”.

Infine, esprimiamo amaramente la sensazione di sconforto, pensando a quanti pochi cittadini si siano sentiti impegnati a sostenere l’Associazione Sorgente trasparente in questo momento, che è una sconfitta (provvisoria speriamo) dell’intera collettività. Considerando inoltre, che il risanamento graverà pure su nuovi ignari utenti. Eppure tutti, al solito, erano maestri, nel luogo principe deputato alle discussioni, cioè il bar, a trovare le motivazioni e le soluzioni del problema.
“Unusquisque faber fortunae suae”, dicevano i latini, cioè “Ciascuno è artefice della propria sorte”. Dopo ci si domanda come mai il bellunese abbia poca coscienza della propria identità.
L’acqua dovrebbe essere il nostro oro bianco; l’abbiamo trasformata invece nella nostra maledizione.

Associazione Sorgente trasparente

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