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Siglato tra Confindustria Belluno Dolomiti e Cgil, Cisl e Uil l’accordo quadro per la contrattazione aziendale e per i benefici fiscali e del welfare 

Mar 21st, 2017 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Agevolare l’accesso di imprese e lavoratori delle piccole e medie imprese industriali della provincia di Belluno ai benefici della contrattazione aziendale; costituzione di un comitato di monitoraggio sulla contrattazione legata ai premi di risultato; individuazione di schemi contrattuali con parametri e indicatori di produttività. Sono tra i principali obiettivi dell’accordo siglato in questi giorni da Confindustria Belluno Dolomiti e Cgil, Cisl e Uil del territorio e che consente su base volontaria anche alle imprese che non hanno contrattazione aziendale e presenza sindacale al loro interno di poter introdurre forme di retribuzione legata ai risultati e agli obiettivi delle impresa.

Alla firma erano presenti il presidente di Confindustria Luca Barbini, il segretario della Cisl Belluno Treviso Rudy Roffarè, il segretario generale di Cgil Belluno Mauro De Carli e il segretario di Uilm Treviso Belluno Luciano Zaurito.

Mauro De Carli

Rudy Roffarè

Le parti sociali si sono fatte carico di favorire, anche per le aziende di minori dimensioni, l’opportunità di dotarsi di un contratto aziendale, legato all’andamento e ai risultati dell’impresa, per la maturazione di un premio di risultato in favore dei propri collaboratori, al fine di consentire anche a loro l’accesso ai benefici fiscali della contrattazione aziendale e il ricorso al welfare che presenta ulteriori vantaggi per il lavoratore e l’impresa.

“Questo accordo è fortemente innovativo nel panorama nazionale nella contrattazione di secondo livello e migliora fortemente l’accordo nazionale – dichiara Rudy Roffarè della Cisl – poiché introduce elementi di novità come l’assemblea nel posto di lavoro per spiegare i contenuti stessi del premio”.

“A Belluno – afferma Mauro De Carli della Cgil – abbiamo lavorato per costruire sull’accordo quadro nazionale sulla detassazion, un sistema di maggiori relazioni tra aziende e sindacato in sede locale; vuol dire poter costruire insieme schemi di accordi specifici per ogni categoria, ponendo in campo le reciproche capacità di analisi dei punti di forza e di debolezza dei vari settori produttivi, ponendo in campo le visioni complessive sul sistema della competizione internazionale”.

L’accordo prevede di mettere questo strumento a disposizione di tutte le aziende, le quali volontariamente possono adottarlo ed avere una opportunità nel coinvolgere i collaboratori nei progetti e nei risultati dell’impresa. La trasformazione in corso del mondo produttivo rende indispensabile adottare logiche flessibili e specifiche ad ogni realtà aziendale. “Questo accordo migliora l’intesa sulla detassazione raggiunta a livello nazionale lo scorso luglio, mantenendo un ruolo attivo nella gestione della contrattazione anche nelle imprese attualmente non sindacalizzate”, prosegue Roffarè.

Cgil, Cisl e Uil evidenziano come l’accordo rappresenti una risposta ai problemi del lavoratori, costruendo un modello territoriale che mira a trovare soluzioni concordate dove fino a poco tempo fa era impensabile solo immaginarlo. “Ancora una volta abbiamo, infatti, anticipato i tempi, dando concretezza alla contrattazione di secondo livello anche per le piccole realtà” proseguono i segretari. “È evidente – conclude De Carli – che tale operazione ci può dare informazioni utili al fine di estendere la nostra iniziativa e, allo stesso tempo, di promuovere la nostra attività e di portare gli effetti positivi dell’azione sindacale anche fuori dal perimetro delle aziende sindacalizzate”.

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