Friday, 24 November 2017 - 20:14

Legittima difesa e sacralità delle mura domestiche. Raffaela Bellot: “Se aggrediti in casa dobbiamo essere liberi di difenderci”

Mar 20th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

 

Raffaela Bellot, senatrice (Fare!)

Fare! annuncia il via di una raccolta firme nazionale a sostegno del Disegno di legge a prima firma dalla senatrice tosiana Raffaela Bellot in materia di legittima difesa: i vari comitati provinciali coordineranno dei gazebi nelle piazze di tutta Italia e sarà possibile sottoscrivere anche la petizione on-line passando dal sito www.farecontosi.it o dalla pagina Facebook del movimento.

“Abbiamo presentato un disegno di legge snello, incisivo e circoscritto – spiega la Bellot – in cui si fa richiesta di modifica di 3 articoli del codice penale (artt.52, 55, 59) vigente: il DDL chiede l’introduzione della non punibilità per chi, minacciato o aggredito in casa propria, in stato di turbamento, paura o panico reagisca alla minaccia”. Nella sostanza il DDL Bellot chiede al Legislatore di fare in modo che l’introduzione forzata e l’aggressione in casa propria, con conseguente stato di paura o panico, siano sempre ritenute scriminanti sufficienti a determinare la non imputabilità di chi si difende.

“Il tema è complesso, divide l’opinione pubblica e – continua la Bellot- non sarà certo risolto in toto da questo disegno di legge. Tuttavia, nell’attesa di una società perfetta in cui nessuno si sentirà mai più minacciato, credo doveroso dare a chi, in casa propria, per istinto, in angoscia per sé e la propria famiglia si trova a dover reagire, la possibilità di potersi difendere senza temere anche ripercussioni legali”.

“Oggi – conclude – la legge pretende che siamo sempre in grado di valutare lucidamente e rapidamente i limiti di proporzione tra offesa e difesa e di recuperare senza incertezze i parametri esatti dei presupposti previsti per legge. La casa è il porto sicuro dove ciascuno di noi abbassa le difese e custodisce gli affetti più cari. Siamo umani, non macchine. Chiediamo di non essere puniti per questo”.

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