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Codivilla Putti, fine sperimentazione. Interrogazione di Renata Dal Farra alla presidente della Provincia Daniela Larese Filon

Mar 19th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

 

Palazzo Piloni sede della Provincia

La proroga di 30 mesi della sperimentazione in corso sarebbe dovuta servire per lavorare ad una soluzione della stessa mettendo insieme un progetto che ne analizzasse al massimo tutte le questioni positive e negative, in collaborazione tra il pubblico ed il privato, vista la presenza di una società mista, il cui capitale è per il 51% pubblico ed il 49% privato. In realtà questi mesi non sono serviti a giungere a tutto questo, anzi si è proseguito nella gestione normalmente, con l’unica certezza che la struttura risulta sempre più richiesta dai pazienti bellunesi, risulta una o forse l’unica realtà di eccellenza nazionale che permette la cura dell’ostemielite, nonché con una crescita degli interventi specialistici di ortopedia grazie ad una molteplicità anche di capaci liberi professionisti presenti attualmente. La società inoltre, da quanto si apprende dagli organi di stampa risulta da almeno 2/3 anni in attivo.

Lo scrive Renata Dal Farra, consigliere provinciale della Lista “Per le autostrade del futuro” nella proposta e interrogazione  a risposta scritta alla presidente della Provincia di Belluno Daniela Larese Filon.

Ora, mi pare di capire che in fretta e furia si voglia far finire questa sperimentazione al 29.04.2017, senza che la maggior parte dei soggetti coinvolti (medici, dipendenti, utenti, gestore privato, quasi tutti praticamente..) conosca in realtà quale sarà il futuro della struttura ed il suo funzionamento, come costernati mi sembrano pure gli amministratori locali e tutti i cittadini bellunesi.
Leggo in questi giorni che si è arrivati all’approvazione all’unanimità da parte della V Commissione regionale, che si occupa della Sanità, di una Bozza di delibera da portare in Giunta, che prevede una serie di azioni e considerazioni a mio avviso non aderenti a quello che significa questa Sperimentazione e quale sia la vera attività svolta all’interno della struttura, ma neppure di come siano man mano procedute le questioni che in questi anni hanno portato alla realtà attuale. Ancor meno mi pare chiaro quello che si andrà a fare dal 1.05.2017 in poi, nonostante voglia credere e ritenga ambiziosa l’idea del Governatore Zaia di ridare veste più importante e consona alla struttura dopo tale Sperimentazione.
Vorrei porre alcune osservazioni in merito:
Come può la Regione, direttamente o tramite l’ULSS prendersi in carico gli oltre 100 dipendenti privati a tempo indeterminato con contratto della sanità Privata, assumendoli in modalità temporanea e pubblica per i mesi necessari alla stabilizzazione della Struttura? Quali norme lo prevedono?

Renata Dal Farra

Come si può gestire tutto in modalità pubblica se la società comprende un socio privato al 49% e questo a tutt’oggi non risulta nemmeno coinvolto?
Come sarà possibile in pochi mesi operare trasformazioni simili e poi prevedere una gestione privatistica in toto? In questo caso cosa resterà dell’offerta Pubblica a Cortina e come si potrà garantire il Pronto Soccorso e tutte le attività specialistiche ambulatoriali ora presenti?
Per quale motivo si vorrebbero attivare 20 posti di Medicina, anziché garantirli a Pieve di Cadore ovvero non toglierli ad altri nostri territori, come ad esempio Agordo?
L’attività svolta ora in Libera Professione e tramite convenzioni, che hanno reso in questi anni sempre più appetibile l’offerta ai pazienti nelle sue specialità e funzionante la struttura, che comprende un buon 80% della sua attività, con l’impiego anche di tutto il personale allo scopo presente e necessario, non saranno certo più possibili se la struttura diventasse totalmente di gestione pubblica, soprattutto nella fase transitoria per le relative normative che non lo permetterebbero e quindi, alla fine di questi mesi di profonda incertezza ci potremmo trovare con una scatola vuota, non piu utile ovvero competitiva e professionalmente all’altezza, anche in vista dell’importante traguardo dei Mondiali del 2021;
Molte sono le perplessità che sono presenti tra i soggetti coinvolti sul contenuto della relazione che darebbe la Sperimentazione come non andata a buon fine quando, in realtà è sostenuto dai più che non sia proprio cosi e che molti elementi non siano stati dovutamente o completamente presi in considerazione;
Se non ricordo male, inoltre, l’INAIL che acquistò gli immobili privati a suo tempo, lo fece con la clausola della copresenza nella gestione anche del gestore pubblico;
Nell’ipotesi che sia l’Oras di Motta di Livenza a prendersi in carico l’attività ed il personale, come potrà esserne all’altezza se pur essendo un’eccellenza nella Fisioterapia, nulla opera nelle attuali specializzazioni presenti nel Codivilla?
Come si può pensare che un Bando d’Appalto sia costruito in tutte le sue parti in poco tempo e rispettando tutti i tempi che necessita una gara europea, gestendo con improvvisazione e senza chiare ipotesi, come pare a tutt’oggi?

Codivilla Putti – Cortina d’Ampezzo

A mio avviso il rischio che si possa disperdere quanto di eccellente è oggi presente, con indiscutibili ricadute sulla sicurezza sanitaria dei cittadini del nostro territorio montano, anche rispetto alla sicurezza delle migliaia di turisti stagionalmente presenti, rischio che potrebbe portare ad ulteriori chiusure di servizi sanitari in provincia, che già sono tanto a rischio nelle zone montane e non solo della Provincia, pur prevedendo la legge che tutti i cittadini hanno diritto ad un livello di servizi minimi essenziali, i cosidetti LEA che già ogni giorno vediamo ridursi.
Da quanto ho potuto cogliere da quasi tutti i soggetti coinvolti nella problematica ma in realtà poco coinvolti dalla Regione in questo momento,

CHIEDO alla Presidente della Provincia di Belluno

un suo fattivo coinvolgimento perché attivi UNA CABINA DI REGIA CHE COINVOLGA TUTTI GLI ATTORI NECESSARI, INSIEME ALLA REGIONE ED ALLA PARTE PRIVATA, MA SOPRATTUTTO GLI AMMINISTRATORI E LE PARTI SOCIALI, AFFINCHE’ SI RICHIEDA UNA PROROGA ULTERIORE DELLA SPERIMENTAZIONE PER IL TEMPO NECESSARIO PER ANALIZZARE TUTTI GLI ASPETTI FONDAMENTALI DI QUESTA SITUAZIONE, AFFINCHE’ PORTINO AD UNA SOLUZIONE LA PIU’ RISPONDENTE POSSIBILE ALLE NECESSITA’ DEL TERRITORIO, DEI PAZIENTI, DEL PERSONALE COINVOLTO E DELLA DIGNITA’ DI QUESTA PROVINCIA.
Penso che questa mia richiesta – conclude Renata Dal Farra – non possa ritenersi fuori luogo, in quanto la Provincia, intesa come Ente che, grazie alla deleteria Legge Delrio, ha già subito un forte contraccolpo rispetto a tutte le funzioni importanti che svolgeva per il territorio Bellunese, non possa almeno essere fortemente presente nelle questioni così importanti come lo è la SANITA’ E LA SALUTE DEI SUOI CITTADINI.

 

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