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Dallo scacchiere internazionale a quello locale. E’ uscito il secondo numero del periodico Gli agricoltori veneti di Confagricoltura

Mar 17th, 2017 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Pausa Caffè

Ha suscitato molto interesse il secondo numero di marzo-aprile 2017 de “Gli agricoltori veneti”, il periodico edito da Confagricoltura Rete per l’Agricoltura Veneto, diretto da Edoardo Comiotto diffuso in 5.000 copie su supporto informatico e in oltre 15.000 copie cartacee.
Il giornale degli imprenditori agricoli veneti riporta in copertina un’immagine emblematica di come la natura può in pochi minuti distruggere il lavoro di tanti anni, case, affetti e vite umane.
Gli agricoltori veneti, vicini ai colleghi del centro Italia che sono stati duramente colpiti dal recente terremoto, e che sono ancora impegnati nel cercare di aiutare i loro colleghi che hanno perso la casa e talvolta anche i ricoveri, le scorte e le stalle con delle raccolte fondi e con la fornitura di fieno, sanno che anche il Veneto è in buona parte territorio sismico e soggetto a eventi disastrosi come alluvioni, frane e tornado.
Il Veneto, paesaggisticamente e ambientalmente superbo, è però molto fragile dal punto di vista geologico e idrogeologico come ci hanno ricordato le recenti scosse telluriche nell’alto trevigiano e in Alpago nel Bellunese, il devastante tornado del Brenta tra Mira e Dolo del 2015, le frane e gli smottamenti nelle montagne venete, i vari nubifragi e grandinate e la rovinosa alluvione del 2010 che coinvolse 130 comuni veneti che fece straripare anche i fiumi Timonchio, Bacchiglione, Retrone, Alpone, Tramigna e Frassine.
Per cercare di capire il fenomeno e cosa si sta facendo per la prevenzione e la tutela delle persone e delle strutture, è stato chiesto il parere dello studioso prof. Giulio Di Toro.
Il Giornale degli imprenditori agricoli veneti riporta articoli d’interesse e di attualità trattando argomenti di varia natura.
Nel redazionale si sintetizzano i temi maggiormente di spicco. Si legge che mentre dagli Stati Uniti giungono segnali di protezionismo, che hanno, di fatto, accantonato il TITIP, a Strasburgo il Parlamento europeo ha ratificato il Comprehensive Economic and Trade Agreemen -CETA-, l’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Unione Europea, accordo che dovrà essere approvato dai singoli Stati membri.
Il futuro dell’agricoltura nell’U.E. è all’attenzione della Commissione europea a Bruxelles che si sta interrogando su quale politica agricola comune (PAC) sarà possibile dopo il 2020. Il 31 dicembre 2020 scadranno, infatti, gli attuali Regolamenti agricoli e le relative risorse e fondi e ci sono spinte da parte di alcuni Paesi per la riduzione delle risorse e per riportare la gestione della PAC a livello nazionale. Su questo e altri argomenti, il Giornale riporta un’intervista all’on. Paolo De Castro che ha assunto il recente incarico di primo vicepresidente vicario Comagri del Parlamento U.E.
Interessante la valutazione sulle sfide che si dovranno affrontare legate ai cambiamenti climatici e ambientali che, se influenzano e interessano l’insieme della collettività, sono maggiormente avvertite e determinanti per il settore agricolo.

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