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Provincia, risorse insufficienti. Mancano 28 milioni per garantire i servizi minimi istituzionali. La presidente Daniela Larese Filon presenta un esposto cautelativo alla Procura della Repubblica

Mar 16th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Daniela Larese Filon

Daniela Larese Filon, presidente della Provincia di Belluno, ha presentato un esposto cautelativo, secondo la bozza elaborata dall’Unione Province d’Italia (UPI), indirizzato alla Procura della Repubblica di Belluno, alla Prefettura di Belluno e alla Sezione regionale della Corte dei Conti di Venezia, per denunciare la situazione finanziaria gravissima a seguito dei tagli operati dal governo negli ultimi tre anni.

“Pur profondamente riformate dalla legge 56 del 2014, soprattutto per quanto riguarda il rinnovato modello di governo – si legge nell’esposto – le Province sono state confermate dal legislatore nel ruolo di enti territoriali, con l’attribuzione di funzioni fondamentali che hanno un impatto decisivo sulla vita dei cittadini. Basti ricordare i compiti che proprio la legge 56/14 ha volutamente riconosciuto in capo alle Province: la costruzione e gestione delle strade provinciali; la gestione dell’edilizia scolastica per le scuole secondarie superiori; la tutela e valorizzazione dell’ambiente… A fronte di tali funzioni, però, oggi le Province si trovano a dover dichiarare la loro “impotenza”, non certo per cattiva volontà o imperizia tecnico-amministrativa, ma solo e soltanto per la carenza delle risorse finanziarie. E’ necessario a tale riguardo rendere conto di quanto sta avvenendo. Attraverso i tre principali tributi propri degli enti provinciali – l’imposta provinciale di trascrizione, l’imposta sulle assicurazioni Rc auto e il tributo provinciale per i servizi di tutela, protezione e igiene dell’ambiente –, nonché con le altre entrate, seppure di misura assai più ridotta se non irrisoria (entrate queste legate alla effettiva attività amministrativa/sanzionatoria degli enti, nonché all’esercizio di funzioni delegate dalla regione e da questa finanziate), le Province sarebbero in grado di adempiere all’esercizio delle funzioni ad esse affidate, secondo lo spirito dell’art. 119 Cost., che espressamente prevede che le risorse derivanti da entrate proprie, compartecipazioni a tributi erariali ed eventualmente da quelle a titolo perequativo, devono consentire agli enti territoriali “di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite”.
Ciò che varrebbe per le Province innanzitutto rispetto alle funzioni fondamentali che proprio la legge 56 del 2014 ha riconosciuto in capo agli enti provinciali.
Ora però, il dato di maggior allarme è che, in virtù dei provvedimenti di “spending review” e agli obblighi di riversamento allo Stato dei tributi propri previsti dalla legge 190/14, le Province, anziché poter utilizzare le risorse derivanti dalle entrate proprie per le funzioni ad esse attribuite, devono in realtà riversarne l’intero ammontare allo Stato, in misura tale che si determina un sostanziale azzeramento dei tre principali tributi propri degli enti, in palese contraddizione non solo con l’attribuzione legislativa dei compiti ad esse affidati, ma ancor prima con la norma dell’art. 119 della Costituzione, prima richiamata.
Come affermato dalla Corte costituzionale (sentt. 10/2016 e 188/2015), seppur con riferimento al finanziamento regionale di funzioni trasferite alle Province, la riduzione delle risorse necessarie per funzioni conferite alle Province “si riverbera sull’autonomia di queste”, contrastando con le norme costituzionali “nella misura in cui non consente di finanziare adeguatamente le funzioni stesse”. Il che si riflette inevitabilmente anche sul buon andamento dell’azione amministrativa, con “grave pregiudizio all’assolvimento delle funzioni attribuite”.

Palazzo Piloni sede della Provincia di Belluno

Nel documento presentato oggi alla Procura, si sottolinea il vuoto di legge relativo all’emergenza finanziaria. Mancano, insomma, le risorse necessarie ad approvare i bilanci 2017 in equilibrio e a garantire la continuità di servizi essenziali come la manutenzione delle scuole e delle strade. Il Governo, dunque, dovrebbe intervenire con un Decreto Legge.
Per effetto dell’obbligo di riversamento dei tributi propri allo Stato (L.190/2014, Dl 66/14 spending review e Dl 66/14 costi politica), la Provincia di Belluno si trova 1,6 miliardi di euro in meno a disposizione nel 2017. Considerato che le entrate da tributi propri (IPT Imposta provinciale di trascrizione, imposta sulle assicurazioni Rc auto e tributo per i servizi di tutela, protezione igiene ambientale) ammontano a 2 miliardi e 95 milioni, le risorse residue per far fronte alle funzioni istituzionali, ossia del personale, mutui, edilizia scolastica, ecc. sono di 446.600.000 euro. Insufficienti per la gestione dei 3600 edifici delle scuole secondarie superiori, per la gestione dei 100mila Km di rete stradale provinciale, le spese del personale ecc.
In assenza di interventi legislativi, dunque, si produrrebbe per la Provincia uno squilibrio di 28.315.384,54 euro.

Per questi motivi la presidente della Provincia di Belluno Daniela Larese Filon, in ottemperanza alla delibera del consiglio provinciale, seduta del 14.03.2017, ha presentato il suddetto esposto cautelativo “affinché vangano valutate eventuali condotte illecite, omissive e/o commissive”.
(rdn)

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